music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

LAU NAU – Poseidon
(Fonal, 2017)

Forse più di qualcuno ricorderà quel periodo, una decina d’anni fa, quando improvvisamente era andato in auge nel mondo indipendente una piccola scena di folk sperimentale e stravaganti improvvisazione provenienti dalla Finlandia. A quel filone, gravitante intorno all’etichetta Fonal e comprendente artisti quali Islaja, Paavoharju e Kemialliset Ystävät, veniva ascritta anche Laura Naukkarinen, più brevemente Lau Nau, musicista senz’altro radicata nella misteriosa tradizione nordica e soprattutto dotata di una voce fatata, che ne rivestiva i lavori di un alone al tempo stesso misterioso e seducente.

Rispetto ad allora, i riflettori dell’hype indipendente si sono spenti, spostandosi verso altri lidi, ma gli artisti che facevano parte dell’ideale “scena” out-folk finlandese hanno proseguito nelle rispettive derive, anche significativamente diverse tra loro. Quella di Lau Nau, costellata da numerose collaborazioni, è ora giunta alla sua quinta tappa, forse la più accessibile, ma sicuramente quella più incantevole ed evocativa, tanto dal punto di vista della creazione dei brani quanto da quello della loro delicata resa sonora.

“Poseidon” nasce infatti da una serie di accordi improvvisati dalla Naukkarinen su un pianoforte appartenuto alla nonna, dalle quali ha via via preso forma una sequenza di brani i cui elementi rispecchiano appieno l’immaginario oceanico al quale fanno riferimento. Fiabesche mitologie nordiche, sognante eleganza interpretativa e un mai abbandonato gusto per contaminazioni oblique popolano gli undici brani che formano il lavoro, benché a colpire immediatamente siano soprattutto incantate ballate pianistiche quali la title track, “Unessa” ed “Elina”, il cui piano incedere pullula comunque di rilucenti screziature ritmiche e di arrangiamenti orchestrali, apportati dal compositore svedese Matti Bye, dalle doti di polistrumentista di Samuli Kosminen e dal violoncello di Helena Espvall.

Come una spedizione nei mari del nord, non tutto è soffuso e fluido nel corso di “Poseidon”, che anzi torna a presentare destrutturazioni in forma libera di stampo jazzy (i fiati di “Suojaa uni meitä”), occasionali incursioni di tastiere e ritmiche acustiche. Mai prevedibili nelle loro oscillazioni tra placidità armonica ed escursioni visionarie, i brani di “Poseidon” brillano della luce diafana di un autunno nordico, del quale suggeriscono la magia e il mistero, popolato di storie ancestrali raccontate in una lingua arcana, che alimenta legami tradizionali coniugandoli con la ricerca di un’originalità ormai aliena dalle tendenze “freak” del folk finlandese ma ora animata da consapevolezza e trasognata eleganza di interpretazione e arrangiamenti.

http://launau.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 19 dicembre 2017 da in recensioni 2017 con tag , , , , , , , .
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