music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

CARWYN ELLIS & RIO 18 – Joia!
(Banana & Louie / Recordiau Agati, 2019)

Cosa succede se un piccolo genio del pop radicato nella tradizione musicale (e linguistica) gallese incontra suoni e ritmi brasiliani? La prova concreta di questa ibridazione apparentemente improbabile è “Joia!”, lavoro realizzato da Carwyn Ellis (Colorama, Bendith) insieme ad alcuni tra i più validi musicisti brasiliani, conosciuti sul posto nel corso di un tour nel quale aveva fatto da turnista per i Pretenders, e poi finalizzato al suo ritorno in patria.

Non è del resto una novità l’attrazione di Ellis per sonorità estranee al suo tessuto musicale d’origine, come dimostrato anche in occasione dell’ultimo album con i Colorama (“Some Things Just Take Time”, 2017), frutto di una contaminazione della sua brillante sensibilità pop con la tradizione country-folk statunitense.

“Joia!” è il frutto di un’operazione ancora più ardita, che affonda a piene mani nelle sonorità latine della bossa e del samba, attingendone in particolare i vivaci accenti ritmici, senza tuttavia smarrire la leggerezza uggiosa del pop britannico e la gutturale musicalità dell’idioma gaelico, che porta con sé la sua ulteriore dose di ben diverso esotismo.

Oltre a danze scatenate e gioiose, costellate da fiati e percussioni vivaci (quasi funky in “Dant Melys”), il lavoro omaggia con discrezione il meglio della tradizione cantautorale brasiliana, con la quale Ellis trova un comune denominatore di lieve malinconia, definendolo in passaggi lievemente più oscuri e riflessivi (“Undiú” e l’incipit di “Olion”), dai quali traspare in maniera riconoscibile il suo agrodolce lirismo pop, incredibilmente esaltato dall’abbraccio con le sonorità latine (“Tywydd Hufen Iâ”, “Ymosodwyr Anweledig”).

Tanto ricercato nella cura degli arrangiamenti quanto sorprendentemente coeso nel loro bilanciamento con la riconoscibile vena melodica di Ellis, “Joia!” ne conferma senz’altro il talento cristallino, alla prova di una contaminazione niente affatto scontata, dimostrando l’universalità del linguaggio pop, che differisce da luogo a luogo nelle sue manifestazioni soltanto per connotati linguistico-culturali. Prima di ascoltare “Joia!”, non si sarebbe mai immaginato che Galles e Brasile fossero così vicini.

https://carwynellis.com/

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