music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

THE LUXEMBOURG SIGNAL – The Long Now 
(Shelflife / Spinout Nuggets, 2020)

Se, per definizione, il mondo del “pop” (inteso nel senso più ampio del termine) vive di un’immediatezza ben presto portata via dal tempo, l’indie-pop continua a rappresentare il contesto per eccellenza di una nostalgia rivolta non soltanto al passato ma anche a un presente che presto finirà dietro le spalle.

Una constatazione del genere è quasi inevitabile di fronte al terzo lavoro sulla lunga distanza di The Luxembourg Signal, a cominciare dal suo titolo, mutuato da un’espressione di Brian Eno e perfettamente rappresentativa di come, nel secolo successivo a quello “breve”, possano essere i singoli istanti presenti a mostrare una durata ben superiore a quella meramente temporale. A espanderla, fermandone il ricordo, possono immancabilmente contribuire le canzoni, specialmente quelle per loro stessa natura “fuori dal tempo”, come le dieci raccolte in “The Long Now”, veicolate dalle voci di Betsy Moyer e di Beth Arzy. Quest’ultima incarna plasticamente, insieme a Johnny Joyner e Brian Espinosa, l’anello di congiunzione tra l’odierna band e i tempi gloriosi degli Aberdeen.

Quasi tre decenni più tardi, non è mutata quell’incantevole vena pop dalle inevitabili connessioni con il culto della Sarah Records, maturata e trasformata dal tempo eppure ancora viva e presente nelle canzoni di ragazzi un po’ cresciuti ma che non hanno smarrito lo straordinario senso della melodia e il gusto per sonorità dominate da chitarre liquide e tastiere sognanti, ma anzi lo hanno condiviso con ulteriori musicisti posizionati su entrambe le sponde dell’Atlantico. Nelle dieci canzoni di “The Long Now”, dalla durata media di poco superiore ai canonici tre minuti, i sette musicisti di The Luxembourg Signal hanno confezionato un piccolo trattato di indie-pop tanto denso di nostalgia quanto attualissimo e persino rivolto al futuro, costellato da trasognati spunti melodici ma anche scandito da ritmiche vivaci, che fungono da contrappunto “fisico” a una varietà di riverberi eterei ed effetti naturalmente protesi all’infinito.

Non ci si annoia affatto nel corso della scaletta del lavoro, che scorre lieve e coinvolgente, alternando brillanti uptempo a languori romantici, armonie luminose e passaggi lievemente più oscuri, coronati dalle interpretazioni di Beth e Betsy, entrambe voci ideali per qualsiasi “perfetta canzone indie-pop”, di ieri, oggi e sempre.

http://www.theluxembourgsignal.com/

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