ALISON EALES
Mox Nox
(Fika Recordings, 2023)*
Inevitabile citare come prima referenza dell’album di debutto solista di Alison Eales quel piccolo ma preziosissimo culto del pop d’autore scozzese che rispondeva al nome di Butcher Boy. Di quella band, la cui troppo breve parabola si è svolta tra il 2007 e il 2011, Alison Eals è stata protagonista, suonando tastiere e pianoforte, mentre in seguito ha suonato con varie altre band indie-pop quali Color Waves, Just Joans e Featherfin.
Le esperienze maturate nel corso degli anni non possono fare a meno informare tutte le dodici canzoni di “Mox Nox”, senza tuttavia orientarle in maniera univoca. Ovviamente qualche eco dei Butcher Boy vi si ritrova, suggellata dalla presenza di Basil Pieroni alla chitarra su “Goodbye”, a partire dal gusto per gli arrangiamenti, nei quali compaiono di frequente gli archi. Tuttavia, la composita personalità di Alison Eales si manifesta non solo in ballate agrodolci, dense di sentimenti introspettivi e di ricorrenti tematiche legate all’ansia della vita moderna, ma anche in passaggi nei quali la musicista scozzese si diverte a sperimentare con ritmi e soluzioni sonore (tra tutte, le andature pulsanti di “Shadow Blister” e “Through Hoops”).
È un pop classico e raffinato quello che promana da tutti i brani di “Mox Nox”, elaborato come frutto di una maturità artistica raggiunta dopo tanti anni trascorsi nelle seconde file di più ampi contesti di band e ora in grado di manifestarsi compiutamente in un lavoro che denota una notevole classe di scrittura e interpretazione, sottesa a un immancabile velo di dolce malinconia.
*disco della settimana dal 20 al 26 marzo 2023