P:ANO
Ba Ba Ba
(C.O.Q., Records 2024)

Osservare luoghi, viverli e ricavarne sensazioni, filtrate attraverso la patina del tempo: questa la premessa del ritrovarsi, dopo quasi vent’anni, dei P:ano, piccola band culto canadese formata da Nicholas Krgovich e Larissa Loyva ai tempi della scuola, ampliatasi in quartetto e autrice di quattro dischi di ricercata delicatezza pop nei primi anni Duemila. Lo spunto per ritrovarsi, dopo le tante diverse esperienze artistiche dei suoi protagonisti, è stata una raccolta celebrativa dell’etichetta che nel 2002 aveva pubblicato il primo album della band, “When It’s Dark and It’s Summer”; da lì, è stato del tutto naturale ricominciare a suonare insieme, nelle odierne vesti di quaranta-cinquantenni così come lo avevano fatto da poco più che ventenni.

Doing the things that I might have done / so mindlessly when I was young”: i versi che aprono il lavoro appaiono appunto un vero e proprio manifesto della diversa prospettiva che anima il ritorno dei P:ano, così come non è affatto casuale il legame con il luogo d’origine della band, un sobborgo di Vancouver chiamato Coquitlam, raccontato nel brano d’apertura e un po’ lungo tutti i dieci brani dell’album nelle trasformazioni intercorse negli ultimi vent’anni, ma anche e soprattutto in quelle determinate dal nuovo e diverso approccio nello sguardo di chi ha vissuto questo periodo.

È senza dubbio il tempo il protagonista assoluto di “Ba Ba Ba”: un tempo lungo e inevitabilmente velato di una nostalgia tuttavia non tale da cristallizzare nel passato i racconti, la sensibilità e la stessa espressione artistica della band. Del resto, le canzoni di Nicholas Krgovich e soci respiravano già ai tempi della loro post-adolescenza sensazioni decisamente più adulte, che adesso sembrano persino attagliarsi meglio alla loro dimensione odierna. E poiché certe cose non si dimenticano col passare del tempo, le nuove canzoni dimostrano di tutta evidenza la grande naturalezza e confidenza della band e dei suoni componenti sia tra di loro, sia con una formula musicale lieve, costituita nella stessa misura da sensibilità pop e soluzioni sonore che spaziano da un minimale camerismo acustico a chitarre elettriche effettate, il tutto sul comune denominatore di tempi lievi e gentilmente trasognati.

I brani di “Ba Ba Ba” rendono davvero giustizia delle comparazioni risalenti a vent’anni fa della musica dei P:ano come una combinazione tra la leggerezza di arrangiamento dei Belle & Sebastian e le atmosfere crepuscolari degli Yo La Tengo. Il tempo trascorso da allora ha poi senz’altro ulteriormente decantato i carezzevoli avvicendamenti vocali tra Krgovich e Loyva su cadenze rallentate come quelle dei Low o su dilatazioni sognanti che possono far ripensare a quelle di Damon & Naomi. Come nei dischi di vent’anni fa, la formula della band resta tuttavia molto personale ed efficace, determinata appunto anche dall’applicazione di arrangiamenti romantici e pennellate armoniche dalle soffici tinte pastello a scorrevoli popsong dai discreti sentori bucolici (“A Bit Of Coquitlam”, “Leaving The Salon”) e a compassate riflessioni intimiste (“Days Swing”, “Spani”), ma anche a più vibranti cavalcate elettriche, dai contorni comunque smussati e risuonanti (“Mikey’s New House”).

Nonostante il passato costituisca senz’altro il tema portante di gran parte delle sue canzoni, “Ba Ba Ba” risulta un lavoro estremamente fresco e attuale, animato dal piacere di ritrovarsi insieme di un gruppo di musicisti di grande classe e sensibilità, affinata dagli anni e dalle esperienze, quanto mai a proprio agio, oggi, con un approccio spontaneamente “adulto”, che continua a dispensare piccole gemme di un pop delicato, autunnale, più che mai elegantemente “in minore”.

coming across a reflection of the past,
and it really doesn’t seem so bad

https://coq-records.bandcamp.com/

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