GREGOR SAMSA – Rest (The Kora, 2008) Due anni fa, l’apprezzato “55:12” aveva segnalato i Gregor Samsa per la capacità di allontanarsi con obliqua passionalità dagli ormai asfittici assiomi del post-rock romantico e orchestrale, matrice originaria che pur aveva caratterizzato le loro prime opere, sotto forma di due Ep e di un mini album. Adesso…

TINDERSTICKS – The Hungry Saw (Beggars Banquet, 2008) Che qualcosa si fosse rotto nell’incantato equilibrio tra eleganza e sentimento dei Tindersticks lo si era intuito dalla stanchezza delle loro prove più recenti e in particolare dal pallido manierismo dell’ultimo “Waiting For The Moon”. Lo avevano capito anche loro, ed avevano così deciso di prendersi una…

HAMMOCK – Maybe They Will Sing For Us Tomorrow (Darla, 2008) Come trovarsi d’un tratto abbagliati all’alba. Svegliarsi, stropicciarsi gli occhi ancora intorpiditi e scoprire un fascio di luce, maestoso e accecante, che filtra dal lucernaio. Affacciarsi e ammirare il paesaggio: questi sono gli Hammock. Per la sua quarta prova sulla lunga distanza, la band…

ABSENT WITHOUT LEAVE – Postcards From Nowhere (Distant Noise, 2008) Absent Without Leave è da qualche anno il progetto di un intraprendente giovane greco, George Mastrokostas, diffusosi in particolare attraverso i meandri sotterranei della rete, così come la sua piccola etichetta Sound In Silence. Tra illustri collaborazioni (con artisti come i nostri Port-Royal, gli Epic45…

THE ACCIDENTAL – There Where Wolves (Full Time Hobby, 2008) I rimescolamenti infiniti tra le tante band e collettivi impegnati nella fusione tra classico folk britannico e strumenti espressivi contemporanei non sono sempre facili da seguire, eppure ogni volta l’affacciarsi di un nome nuovo in quel fervidissimo contesto musicale consegue il risultato di far ritrovare…

NADJA/NETHERWORLD – Magma To Ice (Fario, 2008) La passione artistica che anima Alessandro Tedeschi, alias Netherworld, continua ad esprimersi non solo attraverso le sue produzioni e quella della sua etichetta Glacial Movements ma anche attraverso collaborazioni con illustri artisti internazionali. Non che la sua musica abbia bisogno di essere affiancata da nomi di richiamo per…

YELLOW6 – When The Leaves Fall Like Snow (Make Mine Music, 2008) La straordinaria prolificità del chitarrista inglese Jon Attwood, aka Yellow6, sembra non avere intenzione alcuna di prendersi una pausa, visto che, a distanza di appena un anno dal suo ultimo “Painted Sky” (e passando attraverso altre produzioni limitate e “minori”) si ripresenta con…

AUBURN LULL – Begin Civil Twilight (Darla, 2008) Protagonisti di una carriera ormai ultradecennale, costellata da pochi e misconosciuti album, gli Auburn Lull di Sean Heennan sono una band originaria del Michigan, che ha saputo creare un piccolo culto intorno alle sue produzioni, da sempre improntate a sonorità dilatate ed evanescenti, generate dalla coniugazione di…

BOBBY & BLUMM – Everybody Loves (Morr, 2008) Un nuovo, particolare incontro musicale dà luogo all’ennesima intersezione tra generi, regalando un’inedita ed accessibile forma di pop melodico alle trame compositive di un artista altrimenti aduso a brani strumentali e moderatamente sperimentali. Questo nuovo duo lei-lui, tenuto a battesimo dalla Morr Music, nasce dall’unione di esperienze…

PORT-ROYAL – Flared Up (Resonant, 2008) A un anno esatto dalla pubblicazione del loro secondo album, “Afraid To Dance”, che li ha definitivamente consacrati come una delle realtà italiane più interessanti e apprezzate a livello internazionale, i port-royal proseguono il loro percorso guardandosi indietro e affidando i brani del debutto “Flares” a importanti artisti di…

THE BIG EYES FAMILY PLAYERS – Donkeysongs (Rusted Rail, 2008) Dall’inizio del decennio il polistrumentista inglese James Green, con il suo progetto Big Eyes, si è cimentato nella creazione di qualcosa di simile a un folk dal retaggio classico e volto all’esplorazione di territori sonori spesso creati dall’improvvisazione. Da qualche tempo Green ha ampliato i…

JACASZEK – Treny (Miasmah, 2008) Nonostante il prolungato silenzio del suo principale progetto, Deaf Center, Erik Skovdin non è certo artista da starsene con le mani in mano, come dimostra l’impegno riversato nella sua etichetta Miasmah e volto alla prevalente esplorazione di territori ambientali compresi tra accenni di classicità e sfumature oscure, nonché alla promozione…