music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

DAKOTA SUITE | QUENTIN SIRJACQ – The Side Of Her Inexhaustible Heart
(Glitterhouse, 2011)

Sobria ed estremamente misurata, la musica creata negli anni da Chris Hooson ha sempre trovato corrispondenza nei suoi sentimenti più profondi. Proprio per questo, nella maggior parte dei casi, è risultata malinconica e dimessa, dunque coerente con la sua visione del mondo e con uno stato d’animo improntato a un’inestirpabile senso di finitezza umana.

È quel che avviene, per grandi linee, anche in “The Side Of Her Inexhaustible Heart”, doppio cd interamente dedicato alla moglie Johanna, compagna di una vita e fonte costante di ispirazione e conforto. Eppure, l’apparente desolazione dei quasi ottanta minuti del lavoro non si pone in completa contraddizione con la sua dedica poiché, nel celebrare Johanna, Hooson non poteva non prendere in considerazione le sofferenze emozionali per il tramite di lei alleviate e quella stessa cupezza di fondo rischiarata dalla sua presenza.

Per farlo, Hooson ha rinnovato il sodalizio con il pianista Quentin Sirjacq (già in “Vallisa”, 2010), insieme al quale ha scolpito una serie di piccole miniature alla solitudine, alla perdita e al rimpianto.
Si tratta di tutti brani inediti, ad eccezione del riarrangiamento di “How Safe We Must Seem”, e questa volta non soltanto di pièce strumentali; se infatti umbratili toni jazzati percorrono sottotraccia gran parte del disco, “The Side Of Her Inexhaustible Heart” unisce il profilo compositivo di Hooson (quello espresso, ad esempio, in “The End Of Trying” o in “The Hearts Of Empty”) con la sua caratteristica vena cantautorale, riassunta in poche ma toccanti canzoni sottovoce. “To Make You Whole Again” ne è prova compiuta, di intensità paragonabile a quella dei migliori brani del repertorio di Dakota Suite e tuttavia perfettamente calata in un contesto nel quale prevalgono diafane suite cameristiche, incentrate su archi, organo, vibrafono e percussioni in sordina.

A margine del tema dominante del lavoro, ma in piena coerenza con il suo mood, compare poi un tema ripartito in quattro parti (“Yes We Will Suffer”), dedicato al Giappone in seguito all’evento sismico che ha colpito quella terra amata da Hooson, peraltro pochi mesi dopo che vi si era recato per una serie di concerti. Potrebbe stupire veder convivere ispirazioni tanto diverse nello stesso disco, eppure l’idea sottesa a entrambi gli argomenti potrebbe essere riassunta nel senso di caducità della vita, dell’amore e della stessa natura da sempre oggetto di riflessione personale e di raffinatissima espressione da parte di Chris Hooson.
Intesa in tal senso, “The Side Of Her Inexhaustible Heart” è dunque opera del tutto coerente con un percorso artistico che nelle sue ultime manifestazioni incontra forse il solo limite di un certo ripiegamento comunicativo, che tuttavia chi già da tempo ne apprezza le vicende non dovrebbe avere particolari difficoltà a superare agilmente, anche grazie all’apprezzabile ricomparsa di alcune vere e proprie canzoni in penombra, di quelle che negli anni hanno fatto amare la spiccata e peculiarissima sensibilità racchiusa in tutti i dischi di Dakota Suite.



http://www.dakotasuite.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 16 marzo 2012 da in recensioni 2011 con tag , , , , , .
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