music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

dal vivo: JULY SKIES


JULY SKIES
Corte degli Agostiniani, Rimini, 7 luglio 2012

Davvero una serata speciale, quella che nel tranquillo centro storico riminese ha visto per protagonisti i July Skies di Antony Harding. Merito della sensibilità e della perfetta organizzazione di Assalti al Cuore, che da ormai otto anni mette in scena un festival di musica e letteratura che si distingue per cura e peculiarità delle scelte artistiche. E decisamente peculiare è stata l’idea di portare per la prima volta in Italia una vera e propria band di culto, tra le poche votate alla rapita contemplazione della countryside britannica, in un mix ambient-folk affascinante e caratteristico. Il terzetto-base dei July Skies è per l’occasione integrato dai due “colleghi” Epic45, Ben Holton e Rob Glover.

Anche grazie a tale supporto, il live, completato da adeguate proiezioni di immagini, è risultato particolarmente vario e coinvolgente, visto che la più articolata formazione sul palco ha permesso ad Antony Harding di ispessire non poco le sonorità dilatate dei suoi brani e le sensazioni evocate da un cantato invariabilmente placido e ovattato. Prova ne siano gli accresciuti accenti ritmici e alcune vibranti cavalcate elettriche, collocate in coda a una prolungata versione di “The English Cold” e di uno degli inediti della serata, nonché indirizzate a fornire corpo e slancio melodico a “Birds Fly South For Winter”, unico brano ufficialmente pubblicato dai July Skies negli ultimi quattro anni, la cui versione inclusa nella raccolta “Music & Migration II” virava decisamente verso l’ambient.

Le suggestioni bucoliche e l’endemica nostalgia dei July Skies si arricchiscono dunque di sfumature, confermando la recente propensione di Harding e dei musicisti che collaborano con lui (anche nei rispettivi progetti) ad ampliare il suo spettro espressivo, in una direzione che oltre all’inclinazione acustica e a quella per le canzoni comprende adesso la riscoperta delle coinvolgenti torsioni elettriche delle origini.

Così, tra vaporosi languori rurali, giochi di riverberi e melodie impalpabili, trascorrono i circa novanta minuti di un concerto dal sapore speciale, che è riuscito a tenere incollato ai sedili della platea un pubblico in buona parte accorso per il reading teatrale che l’ha preceduto ed evidentemente incuriosito da sfumature sonore davvero in grado di rapire.
E se queste sono le premesse per il nuovo album dei July Skies, che Antony Harding ha annunciato essere pronto al 70%, allora ci si può ben aspettare che il seguito dello splendido “The Weather Clock” possa essere un altro capolavoro.


(versione integrale del report pubblicato su rockerilla.com; foto Beatrice Imperato)

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