music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

slowness_for_those_who_see_the_glassSLOWNESS – For Those Who Wish To See The Glass Half Full
(Blue Aurora Audio, 2013)

Drizzate le orecchie, inguaribili appassionati di melodie sognanti ed evanescenze chitarristiche. Mentre il mondo (indie) riscopre i suoni dei primi anni Novanta e il 2013 assomiglia sempre più al 1991, con i ritorni più o meno imprevedibili dei vari My Bloody Valentine, House Of Love e Pastels, ecco un piccolo disco, non annunciato dai frastuoni di una tendenza stilistica improvvisamente di nuovo dominante, ma frutto di una passione genuina che, come tale, finisce per cogliere nel segno ben più di tante accurate produzioni disegnate a tavolino.

Ne è protagonista un terzetto californiano che si fa chiamare Slowness, già segnalatosi nel 2010 con l’Ep “Hopeless But Otherwise”. Maturata negli anni intercorsi una discreta esperienza attraverso diversi singoli e tracce sparse, per la band di San Francisco è adesso tempo del debutto sulla lunga (non troppo, in verità) distanza. A dispetto di quanto potrebbe far pensare il nome stesso della band e il titolo dell’album, “For Those Who Wish To See The Glass Half Full” è un piccolo scrigno (dream-)pop, frutto della metabolizzazione di “classici” nineties (dai Galaxie 500 ai Ride) attraverso una sensibilità in lato senso “rock”, espressa nelle otto tracce del lavoro in un impianto di chitarre circolari, muri di tastiere analogiche e ritmiche asciutte.

Ne risulta un trasognato percorso attraverso avvolgenti policromie, che muovono da torsioni di feedback a liquide traiettorie jangly, sulle quali si svolgono melodie accattivanti, sovente animate da uno spirito marcatamente positivo (l’iniziale “Day For Night”, “Energy”). L’equilibrio tra stratificazioni e melodie lievi riesce quasi sempre alla perfezione, in particolare quando i contorni del suono della band vengono lasciati indefiniti attraverso il copioso utilizzo di riverberi ed echi, che nella conclusiva “Walls Of Blue” lanciano verso soffici decolli verso l’infinito.

Loro stessi si definiscono un trio “drone-pop”, a qualche nostalgico nineties potrebbero a tratti ricordare i misconosciuti Seely, ma quel che più conta è che, in mezzo a troppe pallide emulazioni, “For Those Who Wish To See The Glass Half Full” si distingue per freschezza, autenticità ed efficacia pop.

http://slownessmusic.com

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