music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

great_horned_owl_beautiful_californiaGREAT HORNED OWL – Beautiful California
(Self Released, 2015)

Sono ancora spunti paesaggistici a essere tradotti in canzoni da Vanderson Langjahr: gli orizzonti dai contorni indefiniti di “Whistler Bear” (2013) hanno lasciato il posto a una serie di cartoline della costa occidentale statunitense, che il songwriter attualmente residente nello Stato di Washington ha raccolto nell’Ep “Beautiful California”. Non cambia, anzi affinandosi diventa più pronunciata, la delicatezza del registro di Langjahr, alla terza pubblicazione sotto l’alias Great Horned Owl.

La concisione del formato non depotenzia i tratti espressivi già apprezzati nel precedente album, del quale sviluppa “sul posto” l’intimo legame tra i luoghi e l’animo introspettivo dell’artista. I sei brani di “Beautiful California” sono infatti stati registrati in numerosi diversi luoghi, appunto dalla California a Vancouver, da Portland a San Diego e, come pagine di un diario, raccontano di sensazioni interiori e atmosferiche piuttosto che limitarsi alla semplice descrizioni dei luoghi.

Mondo esterno e interiore sono infatti tutt’uno per la sensibilità di Langjahr e per le sue interpretazioni al tempo stesso fragili e dotate di una pacificata carica umana, sostenute da preziose filigrane armoniche di chitarra acustica e pianoforte. È quest’ultimo ad assumere un ruolo fondamentale lungo i venti minuti dell’Ep, incorniciando le visioni maestose (eppure estremamente dimesse) di “Sequoia” e l’ampiezza di orizzonti di “Two Harbours”. Sono tuttavia ancora gentili accordi acustici in penombra i fedeli compagni di Langjahr tra le frizzanti brezze di “Early Spring” e nei passaggi più personali a cuore aperto, la solitaria istantanea “San Francisco Hotel Room” e la rapita “Pacific Ocean Love Song”, che più di ogni altro brano sintetizza la proiezione reciproca tra sentimento e paesaggio.

Tale essenziale fulcro della poetica di Langjahr trova in “Beautiful California” manifestazione compiuta, resa ancor più evidente dalla sostanziale rinuncia alle componenti ritmiche, in favore di un understatement delicato, attraverso il quale l’artista statunitense non solo racconta di sé ma riesce quasi a far percepire sensazioni atmosferiche incontaminate, avvolte da vapori endemici, che ne rendono i contorni indefiniti, evocativi di serena introspezione.

http://www.facebook.com/greathornedowlpdx

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