music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

blood_warrior_letter_ghostBLOOD WARRIOR – Letter Ghost
(Immune, 2015)

Per molti artisti che vivono nella zona nord-orientale degli Stati Uniti, i riferimenti alla natura sono più di una suggestione stilistica, bensì una presenza costante con la quale confrontarsi quotidianamente. Non stupisce, dunque, che in queste zone abbia gettato le proprie radici il folk appalachiano e continuino ad operare numerosi musicisti sensibili al richiamo della natura e delle tradizioni locali.

A tale novero vanno senz’altro ascritti Greg Jamie (già negli O’Death) e Joey Weiss, provenienti dal Maine, che interrompono un silenzio di quattro anni per dare alle stampe la seconda opera del loro progetto Blood Warrior. Dalla copertina di “Letter Ghost” alle sue sette tracce, tutto nella loro musica è infatti intriso di suggestioni naturalistiche, condensate in una manciata di canzoni che pur gravitando intorno ad arpeggi acustici e interpretazioni sommessamente evocative amplificano i retaggi culturali folk di una pluralità di accenti.

Nei poco più di trenta minuti del lavoro non mancano infatti narrazioni intrise di lirismo umbratile ed endemica malinconia folk (in particolare “You Were”, “All Your Thoughts” e la conclusiva “Ghost”), tuttavia calate in contesti che di volta in volta lambiscono una distante psichedelia, linguaggi folk britannici piuttosto che americani e una dimensione folk-rock rinvenibile nell’ampiezza di alcune soluzioni strumentali eppure depotenziata dal delicato understatement del duo.

Che si tratti di filigrane acustiche in penombra o di ballate che si aprono via via a ritmiche scandite e danzanti (“Letter”, “Falling Rock”) ovvero a una coralità ebbra (“Desolate Ways”), che può far ripensare alla poetica di Micah P. Hinson, le canzoni dei Blood Warrior sorprendono per naturalezza e ricchezza di ambientazioni, amplificate dalla ricercata estetica in media fedeltà delle registrazioni. Cristalline armonie acustiche, lirismo vagamente obliquo e gusto evolutivo di tradizioni musicali non univoche fanno di “Letter Ghost” un lavoro assolutamente godibile, la cui varietà di spunti non scalfisce l’unitarietà di un messaggio radicato tra boschi e coste spazzate dal vento, che da suggestioni arcane ricava una concisa raccolta di canzoni dal respiro universale.

https://www.facebook.com/bloodwarriormusic

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Questa voce è stata pubblicata il 26 giugno 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , .
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