music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

hafdis_bjarnadottir_sounds_of_icelandHAFDÍS BJARNADÓTTIR – Sounds Of Iceland
(Gruenrekorder, 2015)

L’Islanda non è solo luogo vagheggiato, di magia e bellezza, capace di ispirare numerosi artisti anche stranieri alla creazione di universi sonori fantastici. La terra “del ghiaccio e del fuoco”, a metà tra Europa e America, è anche e soprattutto un luogo reale (per quanto a volte incredibile!), ricchissimo di suoni naturali e dei silenzi riecheggianti di vasti spazi incontaminati.

“Sounds Of Iceland” altro non è che la fedele mappatura sonora dell’isola, compiuta da un’eclettica artista islandese dalla formazione jazz, che dell’ibridazione tra forme espressive diverse ha fatto la propria ragione creativa. Nell’occasione, Hafdís Bjarnadóttir non ha dovuto coniugare una pluralità di linguaggi musicali, bensì ha elevato gli stessi luoghi a protagonisti del loro stesso messaggio, limitandosi alla giustapposizione e sistematizzazione di quanto raccolto nel suo capillare itinerario per tutto il Paese, che a grandi linee ricalca quello in senso antiorario lungo la Hringvegur compiuto dalla maggior parte dei sempre più numerosi visitatori stranieri dell’isola.

“Sounds Of Iceland” è appunto un catalogo di field recordings, ripartiti per area geografica, che la Bjarnadóttir ha meticolosamente appuntato sui propri supporti di registrazione, così da farli diventare un diario di viaggio, una narrazione naturalistica di luoghi più o meno noti al turismo internazionale. Protagonisti principali delle sette tracce (più due bonus) che formano il lavoro sono l’acqua e i versi degli uccelli: la prima è colta negli scrosci delle cascate, nei vapori ribollenti dei geyser, nella solidità crepitante del ghiaccio, mentre i secondi segnano con i loro stridori passaggi di angosciante solitudine o solcano appena l’ottundente sciabordio di un mare distante.

Si tratta di un catalogo inevitabilmente disorganico – al quale l’elencazione nelle note di copertina dei luoghi di registrazione dei vari frammenti conferisce comunque preciso contenuto descrittivo – eppure perfettamente emblematico della pluralità di suggestioni che le componenti auditive del paesaggio islandese possono offrire. Un viaggio positivista nel suono puro che, in totale assenza di filtri, rende con emblematica eterogeneità la miriade di suggestioni di un luogo straordinario, cristallizzandone il ricordo e solleticando la curiosità della scoperta.

http://hafdisbjarnadottir.com/

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