music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

postcards_what_lies_so_stillPOSTCARDS – What Lies So Still E.P.
(Self Released, 2015)

Ogni premessa sulla dimensione transazionale sempre più ampia dei linguaggi musicali appare ormai retorica, di fronte alle sempre maggiori possibilità offerte dall’accesso alla rete e alla diffusione della propria musica, da parte di artisti e band di quasi ogni angolo del mondo. Non stupisce affatto, dunque, scovare una freschissima proposta indie-folk in Libano, Paese finora decisamente estraneo alle attenzioni dei più; eppure è proprio da lì, dal caotico desiderio di ripresa della capitale Beirut, che ha trovato origine una band contraddistinta dalla semplice denominazione Postcards, che ha intrapreso la propria attività tre anni fa, nel corso dei quali ha avuto modo di calcare palcoscenici europei (in Inghilterra, Francia e Portogallo), realizzando l’Ep “Lakehouse” nel 2013.

“What Lies So Still” è la seconda testimonianza discografica del quartetto libanese: si tratta nuovamente di un Ep, a conferma di un’attitudine alla concisione tradotta tanto nel formato complessivo quanto nella struttura di brani ricchi di sfumature eppure mai meno che misurati. In venti minuti esatti, la band libanese invia una breve serie di cartoline, tanto universali che se non si fosse a conoscenza del luogo del loro mittente si potrebbero pensare provenire dalla “capitale indie-folk” Portland.

Nei sei brani, compreso il breve “Reprise” strumentale di chiusura, dei quali si compone l’Ep i Postcards tratteggiano perfetti quadretti di un folk lieve, a tratti corale e vagamente cameristico, costruito sulla semplicità di arpeggi e melodie dal leggiadro sapore primaverile. L’alternanza e la combinazione tra voce maschile e femminile alimenta le briose sensazioni dei brani, che nel volgere di pochi minuti presentano una pregevole varietà di snodi armonici e soluzioni d’arrangiamento.

L’itinerario di “What Lies So Still” parte dalle timbriche intrise di nostalgia di “Origami”, amplificate dal suono caldo di un’armonica, si sviluppa attraverso le aggraziate interpretazioni della brava cantante Julia che accompagna il passo sbarazzino di “Traveling North” e “Where the Wild Ones” verso un crescendo full band tanto breve quanto solenne. L’impronta più significativa della band libanese si ritrova comunque nei due brani centrali, per motivi in parte opposti ma complementari: i quasi cinque minuti di “Porto” segnano il brano più lungo e complesso del lavoro, indirizzandosi in maniera decisa verso un vecchio folk dal sapore moderatamente psych, ricamato da arpeggi fludi, zufoli e cori polifonici, mentre “Walls” rappresenta la migliore essenza indie-folk, attraverso una serie di controcanti e snodi armonici deliziosi, ritmiche sfumate e rifiniture d’archi appena accennate.

Con una naturalezza che traspare da ognuna delle note e dalle melodie dosate nei suoi brani, “What Lies So Still” merita pieno titolo di imporsi all’attenzione di ogni estimatore dell’indie-folk più delicato; perché, ogni giorno di più, canzoni limpide e carezzevoli come quelle dei Postcards non conoscono confini temporali né tanto meno geografici.

http://www.postcardsmusic.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 16 luglio 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , .
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