music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

mauno_meesit_closerMAUNO MEESIT – Closer
(Grainy, 2015)

La ricerca degli interstizi tra note, frequenze e vibrazioni accomuna ambiti espressivi apparentemente lontani quali quelli della musica elettronica e della scrittura cantautorale, tanto che non sono ormai più rare le transizioni artistiche da un ambito all’altro, quando non si verificano addirittura casi di impegno contemporaneo e parallelo.

Titolare di simile duplice personalità espressiva – un po’ come qualche tempo fa Robh Hokum (Ylid) – l’estone Mauno Meesit ha trovato nel trasferimento a Berlino il contesto ideale per spostare l’oggetto della propria ricerca dall’elettronica calcata con il progetto Sinine a un songwriting sostanzialmente basato da un lato sulla pienezza del suono che poche note acustiche possono conseguire e dall’altro sugli spazi vuoti tra le note, su silenzi resi ancor più risuonanti dall’applicazione di peculiari strumenti e tecniche di registrazione.

Alle dieci canzoni di “Closer”, Meesit non ha infatti rinunciato di applicare un approccio in qualche misura sperimentale, consistente nell’utilizzo di plettri non convenzionali per suonare la sua chitarra acustica (pezzi di cartone, legno e feltro), nell’impiego di un vecchio microfono degli anni ’40 per la registrazione della voce e infine da una sostanziale “preparazione” delle fonti sonore, catturate da supporti collocati in loro estrema prossimità. Il risultato è quello di un suono disadorno, eppure “pieno”, particolarmente caldo e raccolto, che amplifica le suggestioni umbratili della voce di Meesit, il cui timbro basso, talora impostato a una certa enfasi, si applica a ballate oscure ed evocative, che fin dall’inizio (“Blue Bird”) materializzano rimandi all’eleganza da crooner di Stuart Staples ma anche a più complessivi spunti di tenebroso lirismo.

Lungo i solchi di “Closer” non vi è però soltanto un artista desideroso di condividere canzoni scritte nel corso di un lungo periodo nel quale era dedito ad altro, mantenendo uno spirito in qualche misura sperimentale: vi è anche e soprattutto l’artefice di una poetica austera e palpitante, tradotta in canzoni essenziali, le cui fluide melodie sono di volta in volta completate da un approccio cameristico negli arrangiamenti d’archi (“I’m Dreaming”) e nell’alternanza tra chitarra e pianoforte (“Sõnumid”), senza dimenticare del tutto trascorsi elettronici ancora affioranti sotto forma di sfumati impulsi ritmici (“Rain Song”).

Ma è soprattutto nelle tante ballate dalle variegate sfumature seppiate che si coglie al meglio il senso della transizione espressiva di Mauno Meesit a cantore non convenzionale di una penombra riempita di dolente lirismo, che parla vicino, vicinissimo al cuore.

http://maunomeesit.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 19 luglio 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , .
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