music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

emilia_glaser_in_the_treesEMILIA GLASER – In The Trees E.P.
(Self Released, 2015)

Un rapido sguardo all’Ep di debutto di Emilia Glaser e alla sua provenienza dallo Stato di Washington potrebbe far pensare subito all’ennesima proposta proveniente dall’autentica “miniera folk” che negli ultimi anni si è rivelato essere la zona del Pacific North-West statunitense. In buona misura, in effetti, è così, se non fosse che le sei tracce di “In The Trees” non sono state originate dall’appartenenza a una delle principali “scene” artistiche delle maggiori città di quell’area geografica, bensì sono il semplice frutto dell’ispirazione di una ragazza di provincia, non ancora in età da college.

Eppure non lo si direbbe affatto ascoltando il lirismo già sapientemente padroneggiato della voce della Glaser, diciassettenne di Fall City, al debutto con una breve raccolta di canzoni che ne mettono in mostra doti espressive e capacità di scrittura, innestate su una base senz’altro radicata nel classico folk ma colorata di sfumature dolcemente romantiche. Sorprende, infatti, la maturità della giovane songwriter sia quando applica caldi accenti vellutati alla ballata dal sapore antico “Something Worth Believing”, che apre l’Ep, sia quando, nella successiva “Embers”, racconta della dissolvenza sentimentale di un’anziana coppia, sfiorando confidenziali registri soul.

Temi e mood con cui vengono trattati sono ben distanti da quelli di un’adolescente, nonostante un’endemica malinconia di fondo, trattata con leggerezza poetica e persino tradotta nel vivace uptempo elettrico di “I’m Going Down”. È tuttavia nei passaggi più intimi e sommessi che la Glaser riesce a toccare corde profonde, anche grazie all’ovattato ambiente sonoro creato dalla produzione di Jay Pinto, che amplifica le risonanze pianistiche dell’austera ballata “Release” e lascia risuonare in pressoché perfetta solitudine i cristallini accordi acustici della conclusiva title track, distillato di eleganza che non può lasciare indifferenti.

Davvero un’ottima premessa per una riflessiva ragazza della provincia americana, che traduce la sua sensibilità e le sue ottime doti in canzoni di un folk spontaneo e dolcemente malinconico.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 settembre 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , .
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