music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

the_illusion_of_silence_black_rainbowTHE ILLUSION OF SILENCE – Black Rainbow
(Sulphur Flowers, 2016)

Vie tortuose presiedono talora alla produzione musicale, persino in un periodo di accesso generalizzato alla pubblicazione online. È invece un ricercato oggetto fisico, con tanto di sigillo in ceralacca, il risultato del viaggio che han condotto Luca Bonandini (Tios) fino in Russia per registrare, insieme ad alcuni musicisti locali, tra i quali un quartetto d’archi, “Black Rainbow”, lavoro di debutto del suo progetto che risponde all’evocativa denominazione di The Illusion Of Silence.

Altrettanto evocativi sono i ben quindici brani raccolti nel lavoro, quasi tutti molto concisi, eppure esaustivi nel riempire, con eleganza discreta, un silenzio che per tutti i quaranta minuti di “Black Rainbow” permane latente, sullo sfondo nel quale risuonano eteree armonie vocali e austeri dialoghi cameristici o gli stessi spazi tra le note del pianoforte che ne costituiscono il filo conduttore.
Il pianoforte è senz’altro il protagonista principale di “Black Rainbow”, presentato tanto in veste di disadorni interludi, a partire dal diafano intro “Winter Light”, quanto di accompagnamento a ballate di spettrale solennità (“A Dream Lost Forever”, “Through The Ghostland”), che la caliginosa austerità degli archi devia con maggior decisione verso territori goticheggianti (“Spell Of Winter”).

Fin dall’immaginario evocato dai titoli, il lavoro non nasconde la propria matrice di simbolismo oscuro, esaltata dal timbro vocale ieratico di Bonandini, che si intreccia o avvicenda con quello della cantante Tatiana Korotkova, materializzando in più di un passaggio devozione al culto dei Dead Can Dance (in particolare nella title track, in “I Burnt My Bad Thought” e in “Blooming”).
L’indubbio legame del lavoro con un’estetica dark o neo-folk è tuttavia ampiamente diluito nella dimensione cameristica di The Illusion Of Silence e nell’attitudine atmosferica presente sottotraccia in quasi tutti i brani e ben esemplificata tanto nelle elegie di pianoforte e archi (“Butterflies”, “Elysium”) quanto nei più articolati intrecci melodici di austero stampo cameristico (“The Old Seaman”).

È un cristallo fragile e oscuro “Black Rainbow”, un lavoro dalle tante sfaccettature e a suo modo singolare, nella sua coniugazione di mondi espressivi diversi in una sintesi intesa a coglierne i fremiti più minuti e volatili, inglobandoli in misteriose atmosfere cameristiche.

http://www.facebook.com/theillusionofsilence

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