music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

dylan_mondegreen_every_little_stepDYLAN MONDEGREEN – Every Little Step
(Shelflife, 2016)

Si fa presto ad affibbiare etichette di manierismo quando si tratta di proposte musicali improntate alla scrittura pop, in particolare se non supportate da qualche inspiegabile hype o da un nome di richiamo che le faccia balzare all’attenzione del mondo indipendente. Cos’altro ci si dovrebbe aspettare, infatti, da un artista come Dylan Mondegreen, la cui breve carriera non si è certo segnalata per il suo piglio avanguardista?

Null’altro che canzoni leggere come una brezza primaverile della sua Norvegia e arrangiamenti dotati di un’eleganza senza tempo riempie i solchi di “Every Little Step”, quarto lavoro in studio del cantautore che al secolo risponde al nome di Børge Sildnes e che per l’occasione ha scelto un approccio realizzativo improntato a una scarna immediatezza. Ciò non contraddice la ricercatezza negli arrangiamenti di Sildnes, che anzi in numerosi passaggi del lavoro non può fare a meno di far tornare alla mente un altro raffinato autore ed orchestratore scandinavo come Jens Lekman; anzi, la scelta di registrare i dieci brani dell’album praticamente in presa diretta ne ha amplificato la sensazione di intimo understatement allegata alle loro melodie sbarazzine e soffici allo stesso tempo.

È pop allo stato puro quello di Sildnes, spogliato da qualsiasi prefisso definitorio, presentato nell’essenza cristallina di canzoni generate da corde di nylon e da armonie vocali discrete, persino esaltate, per contrasto, dai timbri gutturali dei due episodi cantati in norvegese. Intorno a tale vellutata essenza ruota il piccolo universo creativo di Sildnes, splendidamente demodé nella title track o negli accenti soft-rock “Nothing Lasts Forever”, intriso di agrodolci sensazioni primaverili nelle varie “Every Flashlight May Blind You” e “For The Innocent And Young”, sempre più sbarazzine nel finale “Lost In A Song”.

Nell’agile corso della sua poco più di mezz’ora di durata “Every Little Step” offre così un’aggraziata rassegna di una scrittura pop essenziale, niente affatto edulcorata e impreziosita da doti d’arrangiamento di leggerezza oggi niente affatto comune.

http://www.dylanmondegreen.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 26 aprile 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , .
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