music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

barbarisms_browserBARBARISMS – Browser
(A Modest Proposal, 2016)

Globetrotter per natura e per missione artistica, Nicholas Faraone ha trovato a Stoccolma la patria che l’ha adottato dal punto di vista creativo. Lì, insieme ai musicisti locali Tom Skantze e Robin Af Ekenstam, il songwriter americano ha intrapreso l’avventura dei Barbarisms, che lo ha condotto, due anni fa, a un debutto che gli ha dischiuso le porte di un piccolo culto “indie”, particolarmente diffuso proprio in Italia, dove la neonata etichetta A Modest Proposal ne pubblica in anteprima internazionale il seguito.

Limpido e vacanziero fin dalla veste grafica, “Browser” raccoglie le dieci canzoni messe a punto dal terzetto svedese nel corso dell’ultimo biennio, trascorso appunto molto spesso in viaggio, seguendo le strade sulle quali la passione per la musica lo hanno condotto, dandogli il tempo necessario per lasciare affiorare temi, ricordi e nuove esperienze. Tutto ciò è condensato in una sequenza di brani, frutto della maturazione della agrodolce vena pop di Faraone, sintesi dell’endemica nostalgia del viaggiatore e di un lirismo che continua a indulgere in una certa estetica lo-fi, senza con ciò smarrire un’originaria dimensione (indie-)folk.

Anzi, proprio il timbro da cantastorie di Faraone e la frizzante matrice acustica dei brani tende a riecheggiare in alcuni passaggi il Colin Meloy più pop (“Heaviest Breather”, “Rico Of The White Nights”), mentre le dinamiche pronunciate di quasi tutti i brani rimandano piuttosto agli scanzonati Novanta da college radio americana (“Prison Rules”, “I Would Not Ask”), magari conditi da un po’ di obliqua coralità pop (“I Have Not Seen You In Days”). Eppure, a tratti, il naturale lirismo di Faraone e il suo canzoniere tipicamente americano, ancorché decisamente in formato slacker, affiorano in superficie sotto forma di disimpegnate strimpellate acustiche (“Ice Storm #2”), che in fondo ne rispecchiano l’attitudine artistica e la stessa ragion d’essere dei Barbarisms.

Da “Browser” la band esce dunque senz’altro irrobustita, pronta a scalare i gradini della popolarità indie con le sue canzoni dalla spiccata potenzialità radiofonica che, pur non eccellendo in personalità, si candidano comunque a gradevole complemento della spensieratezza mediterranea chiaramente vagheggiata dai suoi tre componenti.


http://barbarisms.com/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 2 maggio 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: