music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

the_hardy_tree_through_passages_of_timeTHE HARDY TREE – Through Passages Of Time
(Clay Pipe Music, 2016)*

Uno sguardo su Londra da una prospettiva personalissima, inedita, velata di nostalgia: è quello che getta Frances Castle fin dalla prima traccia (non a caso intitolata “Looking Down On London”) del suo secondo lavoro sotto l’alias The Hardy Tree. Sul vinile turchese di “Through Passages Of Time” la responsabile dell’etichetta Clay Pipe Music imprime una serie di brevi istantanee e di più prolungati piani sequenza, dedicati a luoghi e ambienti della capitale britannica abbandonati oppure sovrascritti dal trascorrere del tempo.

Della “hauntologia” spettrale abitualmente allegata a simili tracce concettuali, la Castle offre un prospettiva del tutto personale, tanto dal punto di vista dell’elaborazione quanto da quello della resa sonora. Sotto il primo, i luoghi smarriti e le storie dimenticate ripercorse dall’artista inglese non sono astratti bensì incastonati nella sua memoria personale, mentre sotto il secondo la loro descrizione in musica si mantiene ben distante dalla cupezza di iterazioni ambientali ricavate dalla manipolazioni di frammenti sonori originati da fonti risalenti.

Benché non manchino occasionali field recordings deputati a perpetuare la presenza auditiva di alcuni dei luoghi così rievocati (“Newport Market”), la narrazione di “Through Passages Of Time” è invece essenzialmente armonica, affidata a progressioni di tastiere analogiche e vibrazioni acustiche, che modellano miniature impressioniste sospese nel luogo in(de)finito della memoria personale. Il tocco lieve di Frances Castle pennella così una galleria popolata da giocose filigrane armoniche di un carillon vittoriano (“Looking Down On London”, “Penny’s Folly”) e ovattate emissioni di frequenze pulsanti (“Sluice House Tavern”, “The Peerless Pool”, “Sandbridge Court”).

Il surreale approccio atmosferico dell’artista inglese si traduce tuttavia soprattutto in minimali sinfonie elettro-acustiche, nelle quali progressioni organiche (“Near Windmill Bridge”) si dischiudono in soluzioni cameristiche ariose e intrise di un inevitabile senso di nostalgia (“Newport Market”, “Harringay House”), che con piglio immaginifico e coinvolta partecipazione emotiva corona una sequenza di bozzetti delicatamente atemporali.

*disco della settimana dal 28 novembre al 4 dicembre 2016


http://www.thehardytree.co.uk/

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