music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

daniel_land_in_love_with_a_ghostDANIEL LAND – In Love With A Ghost
(Hinney Beast, 2016)

Non più accompagnato dai suoi Modern Painters – ancorché alcuni dei musicisti che formavano la band continuano a suonare con lui – Daniel Land torna alla produzione discografica dopo quattro anni dall’ottimo “The Space Between Us” e, soprattutto, dopo un periodo nel quale motivi di salute gli hanno di fatto impedito di fare musica. Quasi inevitabilmente, dunque, “In Love With A Ghost” mostra il chitarrista e cantautore di Manchester in vesti piuttosto diverse rispetto a un passato invece dominato da una scrittura raffinata e sognante, calata in un contesto sonoro che rimandava a nostalgie shoegaze e, ancor più, al pop dei tempi della Sarah Records.

Nei dieci nuovi brani che formano l’album, il primo elemento prende decisamente il sopravvento, con il morbido lirismo e songwriting maturo di Land a ergersi a protagonisti di una raccolta di canzoni riflessive, dai contorni sempre piuttosto evanescenti ma adesso risultanti da una produzione vellutata, alla quale ha contribuito in maniera significativa il compositore ambientale Brin Coleman (Bing Satellites). Sinuose stratificazioni sintetiche dialogano così con arrangiamenti orchestrali lungo tutto “In Love With A Ghost”, dispensando ancora languori confortevolmente uggiosi (in brani quali la title track, “The Sweetest Lover” e “You & Me Against The Sky”) ma in prevalenza deviandoli verso un pop elegantemente adulto (“Holes On The Dancefloor”, “Whistling Gypsy”), che tuttavia non rinuncia a dinamiche più vivaci (“New York Boogie-Woogie”).

Volendo ancora stabilire un legame con l’originaria estetica shoegaze, “In Love With A Ghost” rappresenta per certi versi quella transizione che alcune band di quell’epoca hanno attraversato verso un formato sonoro più placido e dilatato, nel caso di Land parallela a una riconsiderazione di sé come uomo e come artista, tradotta in canzoni vellutate ma non per questo dotate di tratti meno evocativi e piacevolmente indefiniti.

http://www.danielland.co.uk/

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Questa voce è stata pubblicata il 2 dicembre 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , .
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