music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

ANNA GORDON – Fern Canyon
(Spirit House, 2018)

Atteso dai tempi dell’Ep “Tuck Your Bones In” (2015), è finalmente giunto il momento del debutto ufficiale su album per Anna Gordon, cantautrice di Seattle le cui incantate interpretazioni non avevano lasciato indifferenti i cultori del folk al femminile, fin dai primi demo rilasciati sulla sua pagina Bandcamp, ormai oltre otto anni fa. I lunghi tempi di elaborazione sono evidentemente connaturati alla sensibilità creativa dell’artista e alle sue stesse abilità di polistrumentista, che l’hanno vista registrare sulle coste del Pacifico e in pressoché completa solitudine – ad eccezione del basso di Kee Curlee – i dodici brani che ora formano “Fern Canyon”.

Nella musica di Anna Gordon, il naturalismo folk suggerito dal titolo del disco e confermato dagli effetti marini catturati a tratti nel corso delle registrazioni si affianca a un approccio alla scrittura e alla composizione estremamente istintivo, che coniuga lo scarno intimismo della dimensione sonora dei suoi brani a quella ariosa e sognante dei suoi intrecci di interpretazioni e arrangiamenti. Il calore evocativo delle prime affonda le proprie radici nel lirismo della tradizione folk, mentre il violoncello e il pianoforte che compaiono nei secondi vi donano una cornice di romanticismo ricercato e umbratile. I sentori salmastri che via via affiorano nel corso della scaletta di “Fern Canyon” ampliano gli orizzonti espressivi dell’artista, le cui ricorrenti metafore naturalistiche trovano nell’intensità della sua voce palpitante veicolo per le tematiche personali dei testi.

Che si tratti di ballate appalachiane (“A Labor Of Love”) o di eteree visioni notturne (“Hallucinations”), di dolenti accenni blues (“On The Mend”) o del sorprendente interludio strumentale di solo violoncello che segna il giro di boa dell’album, nessuno dei brani di “Fern Canyon” depotenzia l’intensità della latente tensione tradotta in poetica da parte di Anna Gordon. Sono in particolare brani quali “Cancerian”, “Bury Me High” e “Please Refrain” a evidenziare le vibrazioni delle sue interpretazioni, accanto a quelle di una formula semplice e antica, che in lei ha trovato nuova linfa e una voce di ispirata personalità.

http://www.annagordon.net/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 7 novembre 2018 da in recensioni 2018 con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: