music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

EMMA RUSSACK – Winter Blues
(Osborne Again / Spunk, 2019)*

È il cuore dell’inverno australe il momento ideale per Emma Russack per licenziare il suo quarto album, che fin dal titolo si presenta improntato a una desolata introspezione personale, che rimanda alle ombre delle brevi giornate invernali e all’accogliente rifugio nel calore domestico. Nonostante si tratti di sensazioni adesso ben distanti per chi vive nell’emisfero settentrionale del nostro pianeta, le canzoni di “Winter Blues” si candidano a rappresentarle fedelmente, individuando nella loro pacata malinconia un linguaggio in grado di trascendere spazi e condizioni climatiche.

Il tuffo nel personale inverno dell’artista australiana corrisponde con un nuovo stadio di evoluzione della sua maturità creativa, da un lato nuovamente aperta alla condivisione con altri musicisti (e in particolare alla supervisione realizzativa da parte di John Lee, già responsabile di “In A New State“) e dall’altro tale da smussare ulteriormente gli originari spigoli espressivi di una inquieta “ragazza con la chitarra”, ormai divenuta cantautrice adulta e riflessiva ma non per questo affatto meno autentica.
Le dieci brevi canzoni di “Winter Blues” rispecchiano infatti altrettante pagine di un diario di storie e sensazioni, innestato su registri dai contorni in prevalenza sfumati – appunto coerenti con la fioca luce delle brevi giornate invernali – attraverso i quali Emma Russack filtra in maniera sempre più rilevante la tensione di base di un songwriting la cui forza intrinseca si manifesta appieno anche in contesti sonori di compassata essenzialità.

Non sembra un caso che sia l’iniziale “Horses” che l’intensissima title track siano sostenute da risonanti note pianistiche, sulle quali il velluto sottile delle interpretazioni dell’artista australiana disegnano melodie di leggiadra malinconia. Mentre l’unico passaggio esplicitamente aggressivo è circoscritto alla sola “Be Real”, brano dopo brano il lavoro dispensa una galleria di personalissime istantanee di interni fisici e moti d’animo interiori, raccontati in prevalenza in prima persona, come a esorcizzare una fragilità emotiva trasformandola nella forza gentile di canzoni che combinano lirismo e sospensioni armoniche, strutture minimali e sinuosi snodi armonici.

Sempre più vicina al perfetto equilibrio tra poetica linearità cantautorale e stillate timbriche chitarristiche di un blues dapprima scarnificato e poi ricostruito, Emma Russack ha confezionato tante lucide ballate in penombra che prediligono arrangiamenti aggraziati e ovattate coltri sonore, tra le quali rifugiarsi da ogni tempesta atmosferica e dell’anima.

*disco della settimana dall’8 al 14 luglio 2019

https://www.facebook.com/Emma-Russack-Official/

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