music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

emma_russack_in_a_new_stateEMMA RUSSACK – In A New State
(Spunk, 2016)

La nuova dimensione di un’artista solitaria, che fa leva sull’introspezione quale propria cifra espressiva, può coincidere con l’apertura del proprio piccolo mondo alla collaborazione realizzativa e al tempo stesso con la sempre più ostinata autonomia di ispirazione e scrittura.

Entrambe le dinamiche ricorrono nel terzo album dell’australiana Emma Russack, che non a caso effigia nel suo stesso titolo la propria nuova condizione creativa: da un lato, le sue canzoni sono uscite metaforicamente dalla “cameretta” per entrare in uno studio di registrazione sotto le cure di John Lee (all’opera tra gli altri con i connazionali The Ocean Party), dall’altro, la sua poetica permane minima, animata da schiettezza tanto disarmante da risultare persino spigolosa.
Da tali premesse hanno tratto origine le dieci canzoni raccolte in “In A New State”, una sorta di diario interiore di un tratto di vita e di una scelta di indipendenza personale e artistica senza compromessi, pienamente rispecchiata dal contenuto dei suoi nuovi brani, mantenuti sempre sul filo della tensione da una equilibrata miscela di fragilità e forza.

La Russack alterna infatti con grande naturalezza confessioni in penombra dai tratti persino sognanti a vibranti episodi da nervosa “ragazza con la chitarra”, abbracciando nel volgere di pochi minuti i diversi profili della Cat Power degli esordi, coniugata con un evidente interesse con le potenzialità timbriche del suo strumento. In poco più di mezz’ora si susseguono infatti, senza cesure brusche, ballate di un blues elettrico minimale (“My Own Friend”, “You Gave Me”), sporchi spasmi rock (“Have You”) e, soprattutto, strati di risonanze e riverberi che sostengono la voce morbida e sottile dell’artista australiana in passaggi sinuosi (“If You Could See Me Now”, “Best Love”) o animati da sofferto lirismo (la splendida “Narooma”, che riecheggia quasi una Tara Jane O’Neil).

Il contributo produttivo smussa un poco gli angoli della scrittura della cantautrice australiana, donandole ambientazioni appena più ricercate rispetto a quelle casalinghe e amplificandone echi e sospensioni, senza snaturare affatto la schiettezza che in “In A New State” discende di tutta evidenza da una invidiabile consapevolezza di autonomia creativa.

https://www.facebook.com/pages/Emma-Russack-Official/

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Questa voce è stata pubblicata il 7 luglio 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , .
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