music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

offthesky_silent_went_the_seaOFFTHESKY – Silent Went The Sea
(Eilean, 2016)

Artista eclettico nella galleria ambient-drone delle sue copiose pubblicazioni, Jason Corder affida anche simbolicamente a “Silent Went The Sea” il compito di rappresentare il traguardo della sua cinquantesima uscita ufficiale. Fin dalla visionaria immagine di copertina, appare evidente la relazione dell’artista del Colorado con la natura e, soprattutto, il suo carattere solitario e immaginario, ancor più marcato grazie al cromatismo notturno rispecchiato fedelmente dal contenuto degli otto brani racchiusi nel lavoro, ciascuno dei quali dotato di un’interfaccia visuale contenuta in un dvd ad esso allegato.

Della declinazione ambientale di Corder, i poco oltre cinquanta minuti di “Silent Went The Sea” restituiscono l’aspetto, appunto, più cinematico e riflessivo, quello di un abbandono placido ma vibrante agli elementi naturali e, parallelamente, alle forze interiori dell’animo umano. Tutto ciò è reso in musica con delicatezza quasi ascetica, abbinando l’usuale ventaglio di timbriche e modulazioni chitarristiche a una minimale sezione d’archi e a ricorrenti vocalizzi che dispensano diafane correnti armoniche.

Mentre la tavolozza dronica di Corder offre il suo lato più morbido e avvolgente, le parti acustiche e vocali ne amplificano il carattere di suggestione ipnotica: prendono così forma sinfonie in miniatura che muovono dalle moderate dissonanze d’archi dei due brani iniziali, scolorano nelle atmosfere sospese di “Diamond Day” e in quelle persino romantiche di “Be Still”, tornano ad ammantarsi di nebbia spettrale e granuli di luce diffusa in “Halcyon Blurr” e “Form Light”, fino a librarsi verso un orizzonte sconfinato della conclusiva “Instance Infinite”.

“Silent Went The Sea” si attesta così sicuramente tra le opere più immaginifiche della ricca produzione di Jason Corder sotto l’alias offthesky, a testimonianza di una maturità compositiva frutto del dialogo tra manipolazioni drone e un’inclinazione orchestrale adesso dotata di concreti supporti strumentali, funzionali alla creazione di una colonna sonora poco più che silente della relazione tra sensazioni umane e spazi naturali infiniti.

http://www.offthesky.com/

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