music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

offthesky_the_serpent_phaseOFFTHESKY – The Serpent Phase
(Hibernate, 2015)

Tanto per smentire i luoghi comuni per cui le sperimentazioni neoclassico-ambientali richiederebbero brevi tempi di elaborazione, il secondo lavoro annuale di Jason Corder sotto l’alias offthesky proviene in realtà da molto lontano, da un’idea coltivata e sviluppata da parte dell’artista del Colorado nel corso dell’ultimo quinquennio. L’idea originaria era quella di una galleria di frammenti pianistici da registrare con mezzi e in condizioni particolari ma si è volta per volta trasformata in qualcosa di più articolato, dal punto di vista sia strumentale che di rielaborazione elettronica del suono, che non ha potuto non contemplare le atmosfere angosciose connaturate alle ultime opere di offthesky.

“The Serpent Phase” presenta infatti una sostanziale continuità tematica rispetto al recente “Light Loss”, riassunta nell’antinomia tra luce e tenebre; nell’occasione, il contenuto concettuale del nuovo lavoro è tuttavia reso attraverso tratti in prevalenza lievi, definiti non solo dal contenuto armonico del pianoforte, ancora percepibile in filigrana ad alcuni dei sette brani, ma da ulteriori inserti di ritmiche acustiche e più in generale da decompressioni lentamente modulate.

Non vi è, infatti, quasi alcuna traccia di rumore lungo l’ora scarsa di durata di “The Serpent Phase” e la stessa grana dei drone che concorrono a formarla risulta molto fine, quasi del tutto priva di increspature e di risonanze ottundenti, con la sola parziale eccezione delle più dense saturazioni ricamate da vocalizzi spettrali di “Mountain Devil Angels Sing” e delle ipnotiche iterazioni di “Well Worn Sting”, comunque sostenute da austeri movimenti d’archi. “The Serpent Phase” attesta piuttosto l’accesso di Corder a una dimensione compositiva sostanzialmente orchestrale, dai forti contenuti cinematico-descrittivi, come ben esemplificato da subito nell’iniziale “Nowhere Point Vanish” e nell’estatica sinfonia ambientale in miniatura che corrisponde agli oltre dieci minuti di “Scintillate Inside You”.

La luce, appunto, torna a baluginare nelle composizioni di Corder, poche altre volte – almeno di recente – così serene e persino romantiche, soprattutto quando la sua vaporosa ambience lascia affiorare in superficie cadenzate trine pianistiche (“When To Divide”, “Lightly Fades The Day”).
Non che ciò dissipi, in tutto e per tutto, le ombre che si stagliano sull’universo sonoro di offthesky, ma rende senz’altro “The Serpent Phase” un equilibrato bilanciamento tra luce e tenebre, tra manipolazioni droniche ed esili armonie elettro-acustiche.

http://www.offthesky.com/

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