music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

NADIA REID – Out Of My Province
(Spacebomb, 2020)

Per Nadia Reid “Out Of My Province” è, dal punto di vista tanto sostanziale quanto metaforico, esattamente quello che il suo titolo preannuncia: il lavoro che la conduce fuori dalla consuetudine dei remoti luoghi natali (la regione di Dunedin, sull’isola meridionale della Nuova Zelanda) e al contempo ne proietta il profilo al di fuori dell’abituale ambito folk.
Con simili premesse, non v’è dubbio che si tratti di un lavoro ambizioso e probante per l’artista neozelandese, scritto per ampi tratti in giro per il mondo, durante il tour del precedente “Preservation” (2017), e registrato negli Stati Uniti, con il supporto operativo del chitarrista Sam Taylor e, per la prima volta, di una vera e propria band, che ne ha arricchito le canzoni di accenti ritmici e di una varietà di arrangiamenti di archi, tastiere e chitarre elettriche.

Degli originari caratteri polverosi e solitari dei brani di Nadia è rimasto ben poco nelle dieci canzoni “on the road” che formano “Out Of My Province”, intrise di ricordi di viaggio che fanno tappa dal Canada all’Italia; non in tutte la sua spiccata personalità riesce a percepirsi distintamente, nonostante una ulteriore, innegabile crescita dal punto di vista interpretativo che le permette di sostenere anche alcune increspature elettriche di una band i cui tratti decisi rimandano talora alla tradizione degli Stati americani del sud. Oltre a ballate elettriche che scorrono veloci su strade assolate (“Oh Canada”, “Other Side Of The Wheel”, “Who Is Protecting Me”), non mancano residui episodi più compassati, nei quali riaffiora un pregevole intimismo acustico di matrice folk (“Heart To Ride” ), ben presto ammantato di contorni riflessivi e sognanti (“I Don’t Want Take Anythng From You”) o di placide risonanze chitarristiche (la conclusiva “Get The Devil Out”).

Benché questi passaggi corrispondano a quelli più convincenti dell’album, ciò non significa che l’evoluzione di Nadia Reid abbia battuto un colpo a vuoto, poiché da “Out Of My Province” si staglia comunque la figura di un’artista completa, che ha corso il rischio di uscire dal terreno a lei più congeniale, per cimentarsi con soluzioni più articolate, pervenendo a un risultato di compiuta maturità, davvero in grado di proeittarla su una dimensione ben più ampia di quella di una periferia fisica ed espressiva.

http://www.nadiareid.com/

Un commento su “

  1. giadep
    18 marzo 2020

    ;-) thanks

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Questa voce è stata pubblicata il 18 marzo 2020 da in recensioni 2020 con tag , , , , , , , .
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