music won't save you

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TJO – Songs For Peacock
(Orindal, 2020)

Benché non sia inedito, per Tara Jane O’Neil, essere identificata con l’acronimo TJO, è la prima volta in quasi trent’anni di attività che quell’acronimo è riportato non nelle note di copertina ma a designare ufficialmente un suo lavoro.

Il motivo è ben presto spiegato e discende da un profilo dell’artista di Louisville decisamente sorprendente per chi ne abbia seguito per tanto tempo le pensose filigrane chitarristiche e un approccio alla scrittura rallentato e in prevalenza intimista. Eppure, come tanti giovanissimi che all’epoca si accostavano alla musica, Tara Jane non poteva sfuggire all’ascolto della musica degli anni Ottanta, non soltanto quella ricercata ma anche quella del pop da classifica. Quella passione, coltivata insieme al confratello recentemente scomparso, rivive oggi insieme alla sua memoria in un disco interamente costituito da cover di brani dell’epoca (che spaziano da Leonard Cohen a Boy George, da Siouxsie ai Depeche Mode), registrato in maniera casalinga con l’impiego di synth e rudimentali drum machine, il cui suono risulta appunto al tempo stesso modernista e vintage.

Eppure, superato l’inevitabile disorientamento per l’inedito contesto sonoro, le interpretazioni in prevalenza scarne e fortemente evocative degli originali si mostrano ben presto fortemente marcate dall’impronta artistica di Tara Jane O’Neil, capace di ridurre all’osso hit rivestite da lustrini eighties, spesso rivelandone la malinconia di fondo, sotto forma di ballate al rallentatore, popolate dagli spettri del tempo e da visioni di trasognata inquietudine.

http://www.tarajaneoneil.com/

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