music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

DAO STROM – Traveler’s Ode
(Antiquated Future, 2020)*

Per Dao Strom, la musica rappresenta soltanto una parte di un’espressione artistica che viene da lontano e che da una quindicina d’anni si manifesta attraverso parole, immagini e suoni.

Nata in Vietnam da due scrittori, cresciuta in California in fuga dalla guerra e dalla persecuzione politica e ormai da tempo insediata a Portland, Dao ha sviluppato la propria peculiare sensibilità personale e artistica coniugando l’impegno femminista, la poesia e la musica. Quest’ultima ha spesso funto da accompagnamento delle sue raccolte letterarie o fotografiche, realizzate a proprio nome oppure sotto l’alias The Sea & The Mother: ciò vale anche per i nove brani di “Traveler’s Ode”, lavoro pubblicato su cassetta e in forma di “art-book” contenente immagini e poesie.

La parola, resa in forma poetica, costituisce infatti parte essenziale del contenuto sonoro del lavoro, che non a caso si apre con la declamazione dell’”ode” che vi dà il titolo, appena percepibile nella coltre di stratificate texture che riempiono i suoi oltre otto minuti. Le pesanti brume atmosferiche della title track non preludono tuttavia a una raccolta orientata alla sola ambience astratta, che pure costituisce il substrato di quasi tutti i brani; su questa base si innestano infatti, in maniera sempre più marcata al procedere della scaletta, filigrane acustiche di chitarra e pianoforte, che assumono via via caratteri definiti, in parallelo a quelli delle interpretazioni in prevalenza eteree e impalpabili di Dao, che acquisiscono a tratti veri e proprie melodie.

Così, brano dopo brano, “Traveler’s Ode” rivela una varietà di nenie ipnotiche (“[I Stayed]”) e opalescenti risonanze pianistiche (“Activator” e “Wading Into A New Decade (…) Forty-Five Years After The Exodus”), ricercate astrazioni vocali (le due parti di “Carry/Catalyst”) e saggi di un ovattato picking acustico (“Re-membering”) che sfociano persino in una incantata ballata drone-folk (“I Have Traveled”).

Attraverso parole, atmosfere e ritagli sonori concreti, la multiforme sensibilità artistica di Dao Strom ha realizzato un itinerario d’ascolto che ripercorre in maniera fortemente emblematica la sua biografia personale e artistica, condensata in un lavoro di vaporosa, diafana intensità, perennemente “in viaggio” tra forme espressive.

*disco della settimana dal 21 al 27 settembre 2020

http://daostrom.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 21 settembre 2020 da in recensioni 2020 con tag , , , , , , , , .
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