ALLYSEN CALLERY – Ghost Folk
(Cosirecords, 2020)

Da sempre soffusa e intrisa di ovattata magia, non sorprende che la declinazione folk di Allysen Callery diventi addirittura “spettrale” nel titolo del suo settimo disco solista.

In realtà, le dodici canzoni di quasi sola chitarra e voce che formano il lavoro non si discostano in maniera sostanziale dall’ormai duraturo percorso di sostanziale autoproduzione dell’artista del Rhode Island, se non per il fatto di presentare tratti sonori ancor più esili e dilatati. Il sognante misticismo del precedente “The Song The Songbird Sings” (2016) lascia così spazio ad ambientazioni sonore spesso quasi impalpabili, ancora scandite da delicati arpeggi acustici, come non mai avvolti dalle loro stesse risonanze, che spaziano da una raccolta introspezione casalinga (“November Man”, “I Remember Everything”) ad ariosi orizzonti naturalistici (“Sea Change”, “Fair Warning”).

Evocative e trasognate più che autenticamente spettrali, le canzoni di “Ghost Folk” rendono ennesima conferma delle doti interpretative e della sensibilità di scrittura di Allysen Callery, ancora una volta capace di confezionare una declinazione incantata e personale della sua essenziale formula acustica, adesso perfettamente calata tra le calde sfumature e le ombre lunghe di un autunno senza tempo, non soltanto atmosferico.

http://www.allysencallerymusic.com/

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