CRAKE
Humans’ Worst Habits
(Fika Recordings, 2022)*

Una sottile linea può unire esperienze del cantautorato “indie” di questi giorni a ben più sotterranee espressioni dell’introspezione al rallentatore. Benché la presentazione del debutto del quartetto inglese Crake richiami esplicitamente una connessione con i Big Thief, con i quali hanno peraltro condiviso il palco durante il loro tour britannico del 2019, le cadenze rallentate che caratterizzano molti dei dodici brani di “Humans’ Worst Habits” e la voce bassa e vibrata della sensibile songwriter Rowan Sandle rispolverano lontane memorie di un piccolo culto di inizio secolo: gli Arco di Chris Healey.

Sicuramente più espliciti e immediati sono i paragoni con la band di Adrianne Lenker, evidenti nella poetica dolente, nelle perenni sospensioni delle melodie e nella sfumata struttura elettrica dei brani, sono piuttosto le timbriche e i tempi delle canzoni di “Humans’ Worst Habits” a introdurre elementi latamente slow-core nelle classiche triangolazioni tra chitarra, basso e batteria dalle quali prendono forma. Non c’è nemmeno bisogno di leggere la cartella stampa, che racconta di un’ispirazione per ampia parte tratta da Rowan Sandle dalla morte di un’amica durante un bombardamento in Siria, per percepire e quasi toccare con mano il senso di umana fragilità che innerva l’intero lavoro; sono infatti già sufficienti le atmosfere compassate e la pungente malinconia delle interpretazioni a veicolare i messaggi di profonda introspezione affidati da Rowan Sandle ai propri testi.

Non per questo “Humans’ Worst Habits” è un album affatto cupo o pessimista, anzi il suo velato suggerimento a rallentare i tempi, a trovare spazi per la riflessione, sembra piuttosto volto alla riscoperta di un’attitudine naturale, che di Rowan Sandle scandaglia con tocco lieve, senza rinunciare a tonalità più decise (le ballate elettriche “Bobbie” e “Winter’s Song”), ma offrendo il proprio meglio nei numerosi passaggi più lenti, crepuscolari e sospesi (“Lamb’s Tail” e “Sisters” su tutti), che evidenziano le affinità più sotterranee rilevate all’inizio.

Quali che siano i riferimenti possibili, soprattutto quelli ben probabilmente involontari, “Humans’ Worst Habits” è un debutto di grande sensibilità e carica espressiva, che brilla di luce autentica nella penombra introspettiva evidentemente congeniale al talento cristallino di Rowan Sandle e dei suoi compagni d’avventura.

*(disco della settimana dal 13 al 19 giugno 2022)

https://www.facebook.com/Crakeband/

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