music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

the_caseworker_voices_out_there[THE] CASEWORKER – Voices Out There
(Hidden Shoal, 2013)

La distanza fisica tra i componenti di una band è ormai un dato sempre più relativo, non solo per gli sperimentatori elettronici che si scambiano file da un angolo all’altro del globo, ma anche per artisti che collocano la scrittura e la coesione melodica delle canzoni al centro del loro codice espressivo. Si tratta di una realtà consolidata per [The] Caseworker, quartetto i cui membri sono sparsi tra California, Svizzera e Inghilterra ma che mantiene le proprie radici ben salde sulla West Coast statunitense.

Al pari dell’ultimo “Letters From The Coast”, anche il loro quinto disco “Voices Out There” è stato infatti registrato a San Francisco, negli stessi studi che hanno visto nascere gli ultimi lavori di Soft Moon e The Weekend. Probabilmente quest’ultimo dato ha in parte contagiato la band guidata di fratelli Conor ed Eimer Devlin, le cui popsong agili e malinconicamente avvolgenti si sono adesso ammantate di sfumature più ombrose. Non per questo viene disperso il potenziale melodico di canzoni che vedono tuttavia i loro tempi rallentati e i languori moderatamente jangly affioranti nel lavoro precedente trasformarsi in riverberi più corposi e oscuri.

Benché in particolare la parte iniziale di “Voices Out There” conservi atmosfere sospese e sognanti, intrise da brezze salmastre (“Ultramarine”, “Dependence Day”), esplicite torsioni dai distanti echi garage e torbidi feedback (“Morgen-Colla”, “The Inside View”) deviano in maniera decisa verso ambientazioni gotiche, pur temperate da fluide evanescenze melodiche, che trovano nelle interpretazioni di Conor Devlin un complemento di imprevedibile naturalezza.

La rinnovata veste sonora di [The] Caseworker ne appesantisce in parte l’immediatezza delle canzoni, facendo transitare la band dislocata tra Europa e America dalla dolce nostalgia dei Teenage Fanclub a reminiscenze wave velate da una patina oscura, che solo la persistenza di un trasognato tocco melodico caratterizza rispetto ai revivalismi di tante altre band statunitensi di questi anni.


http://www.caseworkermusic.com

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Questa voce è stata pubblicata il 25 ottobre 2013 da in recensioni 2013 con tag , , , , , , , .
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