music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

tides_of_blue_moon_leaves_alightedTIDES OF THE BLUE MOON – Leaves Alighted
(Self Released, 2013)

I colori mutevoli dell’autunno meteorologico, speculare a quello di un animo invariabilmente incline a sentimenti malinconici, si adattano alla perfezione alle ballate scarne e umbratili di Maarten Raeymaekers. A conferma delle sensazioni uggiose evocate dal pregevole mini album di debutto “Seasonal Call”, temi e immagini soffusamente stagionali ammantano anche gli otto brani di “Leaves Alighted”, che ripresentano, ancora sulla media distanza di ventitre minuti, il canzoniere intimista di Raeymaekers.

Fermo restando un impianto compositivo essenziale, incentrato su pianoforte e chitarra acustica, “Leaves Alighted” offre rinnovate sfumature della penombra ispiratrice dell’artista belga, che fin dal registro interpretativo, profondo e talora persino lievemente sbilenco, veicola adesso il suo songwriting sommesso e palpitante attraverso un’espressione dai tratti più decisi e definiti. A tale risultato contribuiscono tanto le atmosfere decompresse nelle quali risuonano le note cadenzate del pianoforte – strumento predominante delle otto tracce – quanto le essenziali rifiniture di archi o di semplici note d’organo, che donano profondità e persistenza emotiva a confessioni placide, ma talora inarcate in brevi apici di disperazione appena repressa o persino ridotte a confidenze poco più che declamate.

Le storie autunnali di Raeymaekers si snodano dunque in narcolettiche ballate pianistiche, intrise di endemica nostalgia e di un disincanto sentimentale che evoca nuovamente comparazioni con At Swim Two Birds, in particolare nella struggente accoppiata iniziale di “The Is Lightness” e “From The Wasting Sea”. Il romanticismo cede poi in parte il passo all’inquietudine nelle tinte fosche nella sussurrata introspezione di “Heartbreak Road” (con tanto di gioco di parole “lonely/lovely heartbreak road”), prima di aprirsi al camerismo in penombra di “You Asked” e all’incontro tra solitarie note d’organo e gentili brezze acustiche che nella deliziosa “The Sign Of Autumn” pennellano la sottile nostalgia delle tonalità calde e cangianti delle foglie prossime a cadere.

Un’altra stagione passerà, riscaldata dal tepore del sentimento sottostante a “Leaves Alighted”, nuovo piccolo scrigno di canzoni dimesse e profondamente sentite, destinato ad alimentare la dimensione di circoscritto culto di Maarten Raeymaekers, che in Tides Of The Blue Moon continua a riversare stille di pathos dolcemente malinconico.

https://www.facebook.com/tidesofthebluemoon

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