music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

crying_care_day_choir_leave_the_kingdomCRYING DAY CARE CHOIR – Leave The Kingdom
(Self Released, 2014)

Le tinte pastello e la connotazione fiabesca della copertina di “Leave The Kingdom” costituiscono già sufficienti indizi per definire attitudine e contenuto del disco d’esordio del quintetto svedese che si fa chiamare Crying Day Care Choir. La denominazione, che può apparire curiosa, è mutuata da una forma di coralità davvero particolare, quella conseguita dal pianto simultaneo di un gruppo di bambini; coralità e candore espressivo rappresentano appunto elementi salienti dell’espressione artistica della band guidata da Jack e Sara Elz, che nella primavera scorsa ha debuttato sulla lunga distanza dopo una serie di singoli e brevi Ep realizzati negli ultimi due anni.

Benché appunto coerente con la estetica e premesse, non (solo) di scatenata coralità vivono le dodici tracce di “Leave The Kingdom”, che appaiono piuttosto il frutto di un’ariosa impostazione collettiva negli arrangiamenti e di una delicata matrice folk, tradotta in semplici canzoni caratterizzate da spiccato senso della melodia e da un’indole leggera, spensierata nelle sue sfumature agrodolci e dotata dalla non comune capacità di non prendersi troppo sul serio.

Eppure, non per questo le canzoni di “Leave The Kingdom” manifestano una natura superficiale, anzi nel corso del lavoro non mancano riflessive ballate in penombra (“Elfriede” e la stessa breve title track d’apertura) e scarni bozzetti di corde strimpellate e voce (“Hurricanes Remain”), che mostrano un profilo più minimale di un chamber-folk a sua volta costituito da colorati uptempo (“Vista Del Mar”, “Hold My Heart”, “Up & Away”) e sottilmente malinconici (“Mad As Me”, “Flowerchildren”).

I godibili intrecci di voci e strumenti realizzati dalla band svedese offrono così della coralità folk-pop una declinazione spontanea e soave, velata di piacevoli sentori nordici e animata da uno spirito semplice, a tratti persino ingenuo, che attraverso le sue melodie aggraziate disegna i contorni di un piccolo mondo incantato, del quale la delicatezza di un piccolo disco confezionato in maniera artigianale come “Leave The Kingdom” potrebbe fungere da ideale colonna sonora.

http://www.facebook.com/cryingdaycarechoir

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Questa voce è stata pubblicata il 26 novembre 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , .
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