music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

david_j_roch_a_cynic_a_realist_an_undertakerDAVID J. ROCH – A Cynic A Realist An Undertaker
(Dram, 2014)

Benché la sua fama non sia ancora assurta a una significativa dimensione internazionale, David J. Roch non è esattamente un oscuro dispensatore di delizie cantautorali casalinghe e destinate a pochi intimi. Alcuni brani tratti dal suo disco di debutto “Skin And Bones” sono infatti stati inclusi in programmi e serie televisive inglesi e di conseguenza proiettati a una platea ben più vasta rispetto a quella dei soli appassionati del cantautorato indipendente.

Del resto, le timbriche ariose del songwriter di Sheffield e i soffici contesti sonori delle sue canzoni si prestano naturalmente all’associazione con le immagini. Merito probabilmente anche delle soluzioni di arrangiamento di Jim Sclavunos (Nick Cave & The Bad Seeds, Grinderman), che ha prodotto il disco d’esordio di Roch e ha fornito un contributo significativo anche a “A Cynic A Realist An Undertaker”.

Le dieci nuove canzoni raccolte nel lavoro esaltano infatti le doti espressive di Roch, calandone le interpretazioni evocative e teatrali in un prevalente contesto di rarefazione orchestrale, nel quale tuttavia non mancano di affiorare componenti più ruvide e nervose. La vera e propria band che lo affianca, non manca infatti di offrire a Roch qualche occasione per alzare i toni e di trasformare il suo lieve lirismo, che riecheggia a tratti i profili più vaporosi di King Creosote, in qualcosa di grezzo e vibrante (“Don’t Let Go Yet”, “Hell To Pay”). Si tratta di episodi minoritari nell’economia dell’album, che denotano la duttilità interpretativa dell’artista inglese, senza tuttavia eguagliare le toccanti qualità emotive dei passaggi improntati a un romanticismo lieve ed etereo, che nelle note del pianoforte e negli arrangiamenti d’archi trova veicolo perfetto per l’estensione vocale e le espressive doti di interpretazione di Roch. Brani come “Hearts & Minds”, “Nearer My Home” e “Can’t Seem To Find You Now” possiedono infatti al tempo stesso suggestivi caratteri cinematici e l’intensità di sommesse ballate scritte col cuore in mano.

Il contesto orchestrale appare quello ideale per la sensibilità di David J. Roch, tanto per sfumarne i caratteri più pronunciati (si veda il vellutato arrangiamento di fiati dal sapore sixties di “Rain”) quanto per enfatizzarne quelli di palpitante emotività. Il culmine di tale ultimo aspetto coincide con la bonus track dell’edizione digitale del disco, una versione alternativa della già splendida “Can’t Seem To Find You Now”, dotata di ampio respiro e impreziosita dal duetto con Rachel Sermanni, a ulteriore dimostrazione della dimensione artistica già raggiunta da Roch e delle sue ulteriori potenzialità di affermazione su importanti livelli di diffusione del suo cantautorato animato da spiccato lirismo.

http://www.facebook.com/DAVIDJROCH

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Questa voce è stata pubblicata il 23 gennaio 2015 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , .
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