music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

king_creosote_from_scotland_with_loveKING CREOSOTE – From Scotland With Love
(Domino, 2014)

Anche per un artista navigato e prolifico come King Creosote, c’è sempre una qualche occasione speciale a presiedere alle sue uscite. Reduce dall’ambizioso ponte gettato tra generi e linguaggi in quella meraviglia di “Diamond Mine” (2011), che aveva visto il lirismo folk del songwriter del Fife dialogare con le orchestrazioni ambientali di Jon Hopkins, Kenny Anderson ha intrapreso un percorso di testimonianza storica insieme alla regista Virginia Heath, del cui documentario parimenti intitolato “From Scotland With Love” le sue undici nuove canzoni costituiscono l’accompagnamento musicale.
Alle afasiche immagini che ruotano intorno a una molteplicità di temi della storia scozzese che include guerra, emigrazione e lavoro, oltre ai classici argomenti di amore e abbandono, le canzoni offrono ulteriore contenuto narrativo e quel pathos da sempre proprio della scrittura e delle interpretazioni di Anderson.

Assistito da una nutrita band, nonché da cori e orchestrazioni d’archi, Anderson cattura con sensibilità fotografica i diversi contenuti del documentario, alternando ballate di struggente romanticismo a più vivaci passaggi uptempo, sorretti da ritmiche decise e da un caleidoscopio strumentale, al quale fiati e archi aggiungono profondità a tratti persino travolgente. Ad eccezione della scatenata danza popolare “Largs”, del roboante impatto elettrico di “For One Night Only” e della breve filastrocca “Bluebell, Cockleshell, 123”, dalle canzoni di “From Scotland With Love” traspare comunque un’agrodolce malinconia di fondo, fedele rappresentazione di quell’endemico senso di separazione e isolamento proprio delle zone costiere scozzesi.

È sufficiente l’incipit di “Something To Believe In” per trasportare in una dimensione remota e solitaria, che definisce da subito le coordinate poetiche e geografiche del lavoro, così come il romantico duetto della successiva “Cargill” è ammantato dei sentori salmastri e delle sensazioni di palpitante nostalgia alimentate dal lirismo di Anderson, naturalmente capace di instillare empatia senza dover ricorrere ad alcun artificio interpretativo.
Benché contesto e premesse siano sostanzialmente diverse, voce e arrangiamenti non mancano, a tratti, di riecheggiare le pennellate di “Diamond Mine”; anche qui, comunque, Anderson ha il merito di non appiattirsi su registri troppo simili, apportando lievi variazioni corali o impiegando l’ampia band di supporto in aperture e crescendo, come in particolare quello nel quale culmina “Pauper’s Dough”.

Non poteva davvero esserci artista più adeguato di King Creosote per l’accompagnamento musicale di “From Scotland With Love”; il suo legame con le radici e la profonda umanità del suo songwriting sono infatti quanto di più vicino possibile al binomio tra Scozia e amore, reso con una partecipazione emozionale e una capacità suggestiva che definire cinematica in questo disco sarebbe persino limitante.

http://www.kingcreosote.com/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 22 luglio 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: