music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

whalen_and_the_willows_the_passing_daysWHALEN AND THE WILLOWS – The Passing Days E.P. 
(Self Released, 2014)

Mentre si è ormai abituati, soprattutto in ambito indie-folk, a debutti di artisti in età sempre più precoce, può sfuggire che ci sia un’altra via, altrettanto rispettabile e forse più ponderata, di intraprendere la creazione personale, quella del musicista già esperto nell’attività di supporto ad altri band e cantanti, dai quali magari trarre una molteplicità di idee e suggerimenti, da riassumere poi in un’attività tutta propria.
Quest’ultimo è, in maniera emblematica, il caso di Joshua Whalen, musicista originario del Minnesota che, come lui stesso afferma nelle proprie note biografiche, per molti anni ha girato in lungo e in largo gli Stati Uniti, suonando come turnista in locali di qualsiasi dimensione, forma e reputazione. Tanto gli è stato necessario per sentirsi finalmente pronto a intraprendere un progetto artistico in prima persona, che nei mesi scorsi ha licenziato la propria prima autoproduzione sotto forma dell’Ep “The Passing Days”.

In Whalen And The Willows, il cantautore del Minnesota è affiancato da due voci femminili, una delle quali – Victoria Torkelson – è anche violinista di formazione classica. Il terzetto, completato da Jessica Williams, ha confezionato nel suo primo Ep una breve raccolta di quattro canzoni, dalle quali può già cogliersi l’avvenuta maturazione del songwriting di Whalen, che si colloca senz’altro nell’alveo di quel folk che guarda alle radici della tradizione americana con una freschezza ravvisabile nella variazione di timbri apportata da Whalen e dalle sue compagne d’avventura nel corso dell’Ep.

C’è lirismo polveroso e agrodolce romanticismo lungo gli appena quattordici minuti di “The Passing Days”, che vedono quale elemento saliente la ricerca da parte di Whalen di una propria “voce” narrativa, ricerca coronata da successo tanto nel picking polveroso e nelle timbriche rigorose di “Mr. Bluebird”, quanto nelle più ampie estensioni liriche di “Diseased”. È tuttavia decisivo per la definizione della fisionomia espressiva del terzetto, l’apporto delle due fanciulle, che non solo ingentiliscono attraverso delicati intrecci vocali la resa del canzoniere indie-folk di Whalen ma vi aggiungono un malinconico piglio cameristico, con le armonie di violino che si elevano in “The Oak”, sublimandosi nel pathos teatrale in crescendo della conclusiva, intensissima, “Old Man Crow”.

Nella sua concisione, “The Passing Days” risulta dunque un biglietto da visita ispirato ed esaustivo delle qualità, finora rimaste nell’ombra, di un artista che ha atteso di affinarle prima di svelarle pubblicamente in un progetto in grado di trovare un proprio spazio nel panorama dell’attuale (ri)scoperta del linguaggio folk, alla quale Whalen And The Willows aggiungono grazia femminile e un gentile afflato cameristico.

http://www.whalenandthewillows.com/

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