music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

lisa_liza_the_first_museumLISA/LIZA – The First Museum
(Pretty Purgatory, 2014)

Cinque pubblicazioni tra album ed Ep nel volgere di due anni rappresentano una mole produttiva consona a sperimentatori elettronici piuttosto che ad artefici di proposte cantautorali incentrate su uno scarno intimismo espressivo. Eppure è questo l’impressionante ruolino di marcia di Liza Victoria, artista originaria del Maine che incide sotto il curioso alias di Lisa/Liza, con il quale fino a poco tempo fa aveva diffuso nel solo formato digitale le proprie creazioni, che coprono un vasto spettro compreso tra il minimalismo cantautorale da cameretta e le derive psych-folk di “Vanity Window”, traccia unica di trentacinque minuti realizzata a inizio 2014 insieme a Matt Lajoie degli Herbcraft.

Per il suo primo lavoro pubblicato in edizione fisica, Liza Victoria ha scelto di presentarsi nella sua veste più disadorna: chitarra acustica e voce registrate in presa diretta, in assenza di ogni mediazione tra la scrittura e l’espressione dell’artista e la platea di chi potrà imbattersi nelle sue canzoni. “The First Museum” ne raccoglie sette, che si rivelano ben presto distillati di un’introspezione priva di compromessi, tanto nella forma quanto nei contenuti: la voce di Liza è palpitante e fortemente evocativa, il suo modo di suonare la chitarra dotato di una spontaneità priva di compromessi, a tratti persino grezza nelle strimpellate nervose che ne sostengono l’esile lirismo nell’iniziale “I Am The Friend”.

I contorni delle canzoni di “The First Museum” sono comunque sempre ovattati, dotati di quell’agrodolce malinconia che, come per incanto, a volte risulta dalla semplice interazione di voce e chitarra.
Nel corso del lavoro, Liza Victoria riesce a ricreare più volte quell’incanto, in particolare nei brani dalle linee armoniche più fragili e sognanti (“The Matador”, “The Singer”); non sono certo da meno gli episodi più tipicamente folk quali “The Light Will” e la stessa title track, le cui risonanze dischiudono il circoscritto spazio di registrazione a scenari all’aria aperta densi di fascino misterioso, seguendo quel sottile filo che va da Sibylle Baier ad Hannah Cohen.

Proprio come l’ex modella newyorkese (attesa a breve a un ritorno che potrebbe trasformarne il profilo artistico), anche Liza Victoria dimostra rimarchevoli potenzialità “pop”, confezionando in “Saw A Little Light” una melodia scorrevole e ammaliante, che sublima la naturale delicatezza del suo songwriting in un messaggio da condividere, senza schermi o mediazioni. Si può, dunque, ragionevolmente confidare che, una volta trovata la via alla pubblicazione ufficiale, la prolificità di Liza Victoria non mancherà di farne scoprire su più vasta scala le sue tante qualità.

https://www.facebook.com/pages/LisaLiza/

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