music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

masaya_ozaki_fluid_and_dreaming_of_stripesMASAYA OZAKI – Fluid And Dreaming Of Stripes
(Eilean, 2015)

Il micro-cosmo elettro-acustico giapponese continua a dimostrarsi un contesto creativo non solo estremamente vitale ma anche in ampia misura a sé stante nello sviluppo di un proprio peculiare linguaggio espressivo.

Benché attualmente residente a New York, l’ultimo interprete di quella che costituisce al tempo stesso una tradizione e una ricerca sonora risponde al nome di Masaya Ozaki e per la prima volta viene supportato in una produzione sulla lunga distanza dall’acuta etichetta francese Eilean, curata da Mathias Van Eecloo.
Le otto trace di “Fluid And Dreaming Of Stripes” introducono in maniera esaustiva all’universo sonoro di Ozaki, estremamente minimale ma al tempo stesso traboccante di suggestioni sospese tra sogno e realtà, in un altrove indefinito nel quale note, pulsazioni e scheletri armonici sono lasciati liberi di fluttuare, come segnali radio lanciati verso l’infinito.

L’occhio sensibile dell’artista giapponese si concentra così su movimenti particellari, colti in minute istantanee appena ricamate dal pianoforte, dalla chitarra o dall’ukulele e adagiate su una sottile grana sintetica, che le incornicia con discrezione, semplicemente amplificandone la delicata esilità. È una chiara metafora della fugacità dei moti dell’animo, delle immagini naturalistiche in movimento che, per quanto si sforzi di catturare, il suono può appena cogliere nella loro equilibrata, perenne transizione.
La medesima aggraziata perfezione si respira lungo i quasi cinquanta minuti dell’album che, unendo l’attitudine al minimalismo di Ozaki alla cultura dell’equilibrio compositivo propria della tradizione giapponese, spaziano da dolci armonie elettro-acustiche a occasionali stille ritmiche e basse frequenze sintetiche che le avvolgono in un’aura di incantato torpore nebbioso.

Dalle filigrane di pianoforte e ukulele di “Uprooted Space” e “Ceaselessly” alle risonanze astratte di “Echoes Of Far Distant Past” e “In Transit”, fino all’elegiaca sinfonia alla fragilità “Snowflakes On Fallen Leaves”, Masaya Ozaki costruisce, come in una sfera di cristallo, ovattati mondi sonori ai quali poter abbandonare mente e corpo, lasciandoli alla dolce deriva creata da abili incastri di preziose miniature elettro-acustiche.

http://www.masayaozaki.com/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 16 febbraio 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: