music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

next_three_milesNEXT THREE MILES – Next Three Miles
(Self Released, 2015)

L’America profonda e, in un certo senso, marginale rispetto ai principali canali di diffusione musicale e alle scene indipendenti più attentamente coltivate fa da sfondo a un’esperienza artistica radicata nella tradizione narrativa dei grandi spazi, riletta con la sensibilità alt-country riscoperta negli ultimi anni e con un delicato tocco poetico. Ne è principale artefice un cantautore di Albuquerque, New Mexico, che risponde al nome di Joe Silva, che aveva intrapreso il progetto Next Three Miles tre anni fa, sotto l’originaria forma di un duo accanto alla cantante Erin Saulsbury. La band è andata poi man mano ampliandosi, aggiungendo al binomio di chitarra acustica e voci una sezione ritmica, un mandolino e una steel guitar; in questa consolidata forma di quintetto, Next Three Miles debuttano con un album omonimo, che raccoglie dodici canzoni, alcune delle quali già dispensate nell’ultimo biennio attraverso le piattaforme digitali abitualmente impiegate da parte di artisti autoprodotti.

La rinnovata dimensione della band non contraddice tuttavia la fedeltà all’autoproduzione e, in generale, allo scarno impianto realizzativo, quasi in presa diretta, che sostiene le canzoni di Silva, ricoperte da una sottile patina di polvere, frutto della figurata combinazione tra l’azione del tempo e la sabbia trasportata dai venti che soffiano dai deserti del sud. Tepori country-folk permeano gran parte del lavoro, che alterna vivaci ballate “on the road” a istantanee notturne e contemplazioni di riflessivo romanticismo.

Nel primo caso, Silva si colloca nella scia del più classico country-folk, con qualche punta sbilanciata sul versante country o addirittura nella direzione di un blues elettrico (“Angel From Montgomery”, “Outer Rim”). Mentre brani quali “Mile In The Night” e “Lost In You” ripiegano su un intimismo comunque declinato con pacatezza, mettendo a nudo la personalità di scrittura e interpretazione di Silva, l’essenza caratterizzante il profilo della band si riscontra nello sbarazzino passo indie-folk dell’apertura “Wide Open Fields” e, soprattutto, nell’umbratile malinconia di “Undone” e “Falling Night”, agrodolci istantanee di ombre che calano su vasti panorami aridi, ingentiliti dagli intrecci con le aggraziate interpretazioni della Saulsbury.

Quella di Next Three Miles appare dunque sì una delle tante manifestazioni dell’inesauribile linfa indie-folk statunitense, tuttavia generata da una peculiare prospettiva di osservazione, oltre che da una sensibilità cantautorale che, maturando, ha mutato forma, fino a trovare nell’attuale contesto della band la dimensione a sé più congeniale.


http://www.nextthreemiles.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 11 marzo 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , .
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