music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

goodly_thousands_sunshine_hairGOODLY THOUSANDS – Sunshine Hair E.P.
(Shelflife, 2015)

Il caro vecchio vinile 7”, fortunatamente assistito dall’irrinunciabile edizione digitale, è tornato ad essere il formato d’elezione per piccole gemme indie-pop, distillate in particolare da band agli esordi. È il caso degli irlandesi di provincia Goodly Thousand, capitanati dal chitarrista e songwriter Colm Dawson, che a ben due anni di distanza dal precedente singolo “Honest / I Wish” tornano a dispensare fiorite cartoline di un pop frizzante e sbarazzino.

Il loro “Sunshine Hair Ep” è il frutto di una lunga elaborazione, discendente dall’osservazione della realtà irlandese degli ultimi anni, dalla quale tuttavia le quattro canzoni che riempiono i dodici minuti dell’Ep trasportano molto lontano, nel tempo e nello spazio, a suon di languide chitarre jangly, dolci riverberi e ritmiche smorzate. Come nella migliore tradizione indie-pop, un misto di briosa spensieratezza e agrodolce malinconia caratterizza i quattro brani di “Sunshine Hair”, la cui title track d’apertura introduce subito nel trasognato torpore di melodie dai riflessi eterei e luminosi, che trovano veicolo ideale nel morbido timbro vocale di Dawson.

È già quanto basta per riecheggiare i tempi d’oro del pop inglese tra anni ’80 e ’90, rivisto senza meri intenti emulativi ma con una sensibilità odierna rispettosa degli inevitabili riferimenti a Sarah Records e C-86.
Il relativo uptempo e le chitarre appena un po’ più robuste di “Walking Home” e “Kiss Me Upside-Down” spaziano con naturalezza tra linguaggi pop antichi e moderni, mentre la conclusiva “Ponytail” svapora in giri armonici di cullante lirismo, che materializzano ugge metropolitane popolate da inquieti ragazzi con i capelli davanti agli occhi, oggi come venti o trenta anni fa.

Le sensazioni e i contesti creativi non sono infatti suscettibili di mutare con gli anni, soprattutto in presenza di una vena pop naturale e cristallina come quella dei Goodly Thousands, ai quali sono sufficienti i due brevi lati di un desueto 7” per continuare a riscaldare i cuori di ogni inguaribile cultore di un indie-pop senza tempo. Perché la primavera, in fondo, non è niente più che una condizione dell’animo.

https://www.facebook.com/goodlythousands

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Questa voce è stata pubblicata il 25 marzo 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , .
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