music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

sharron_kraus_friends_and_enemies_lovers_and_strangersSHARRON KRAUS – Friends And Enemies; Lovers And Strangers
(Clay Pipe Music, 2015)

Per poche altre artiste come per Sharron Kraus, quella di musica fuori dal tempo non è una locuzione abusata ma una fedele descrizione del folk arcano che la cantautrice inglese va esplorando in ogni capitolo della sua produzione discografica. Il carattere polveroso, estremamente tradizionale, delle sue canzoni, da ultimo avvolto da una patina di paesaggismo nebbioso nel precedente “Pilgrim Chants & Pastoral Trails” trova nei nove brani di “Friends And Enemies; Lovers And Strangers” materializzazione storico-culturale sulla scorta di un’antica saga folk, “The Mabinogi”, risalente addirittura all’età pre-cristiana.
È come se dalle profonde suggestioni evocate dal contesto rurale nel quale ha trascorso buona parte degli ultimi anni la Kraus abbia spostato l’oggetto della sua vera e propria ricerca antropologico-musicale al alle storie che descrivono un’identità culturale con linguaggio e pathos ben più pronunciati di una qualsiasi trattazione storiografica.

Le storie di amori, guerre e tradimenti della saga tornano così a rivivere in “Friends And Enemies; Lovers And Strangers” attraverso la voce e la scrittura della Kraus, rispettosa della narrazione originale ma capace di tradurla in un songwriting dalla fluida magia, e attraverso un impianto strumentale che alla chitarra acustica associa organi, percussioni acustiche, arpa e pianoforte, come suonati da un ensemble da camera cristallizzato in un altrove temporale. Racconti arcaici, lieder medievali e moderna riscoperta delle tradizioni più risalenti convivono cosi nei nove brani dell’album, cesellati dall’artista inglese in miniature che li rendono tanto coerenti con la loro matrice culturale quanto credibili per la loro fruizione al tempo presente.

La non facile operazione è condotta e portata a brillante compimento ricorrendo a pochi dettagli nelle soluzioni d’arrangiamento e nella modulazione delle interpretazioni: le prime ammantano di affascinanti strati di polvere le descrizioni del contesto di “The Hunter” e “A Quiet Place”, ovvero supportano con estrema discrezione le ballate “Branwen” e “Farewell”, mentre le seconde spaziano tra il solenne mistero dei timbri bassi di “A Hero’s Death” e gli ariosi florilegi melodici di “The Birds Of Rhiannon” e “Blodeuwedd”.

Tutto ciò rende “Friends And Enemies; Lovers And Strangers” non semplicemente un album di folk visionario improntato a una tradizione remota, bensì un lavoro di accurata ricerca e rivitalizzazione della tradizione stessa. Perché, parafrasando il titolo del brano di chiusura del lavoro “Stranger In Your Land”, l’appartenenza non è un dato geografico legato al luogo di nascita, bensì un connotato culturale che si manifesta attraverso la conoscenza delle radici, le stesse delle quali Sharron Kraus si conferma interprete consapevole e lucidissima, autentica cantrice di un folk antico e sempiterno.

http://www.sharronkraus.com/

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3 commenti su “

  1. Pingback: Album Reviews

  2. Antonio
    11 giugno 2015

    Semplicemente grandioso, come poi tutte le uscite Clay Pipe.

  3. Pingback: Artifact Report #28/52a: From The Furthest Signals Reviews and Broadcasts | A Year In The Country

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