SOKKYŌ – Long Forgotten Memories
(Dauw, 2015)
Sokkyō è la parola giapponese che designa la creazione musicale non pianificata, quella che in sintesi si definirebbe improvvisazione. Non a caso, proprio a quest’ultimo concetto è improntato il codice espressivo di Ciro Berenguer e Heine Christensen, che impiegano proprio il termine giapponese per designare la mezz’ora di sperimentazioni elettro-acustiche racchiuse nella cassetta “Long Forgotten Memories”.
Il lavoro è articolato in dieci frammenti, frutto della ricombinazione di loop di chitarra acustica ed elettrica, con altri strumenti acustici, field recordings e ulteriori suoni concreti. Da tale processo, estemporaneo ma niente affatto casuale, prende forma una materia sonora al tempo stesso descrittiva di dimensioni spaziali ben definite e in qualche misura “hauntologica”. Ciò avviene in particolare quando a prendere il sopravvento sono frequenze persistenti, comunque quasi totalmente prive di filtri produttivi, mentre nel corso del lavoro non mancano delicati bozzetti ricamati da corde acustiche e dalle brillanti vibrazioni dello xilofono.
Berenguer e Christensen, infatti, non perdono mai di vista il contenuto armonico ed evocativo dei loro brani, riuscendo in un singolare bilanciamento tra improvvisazione e composizione elettro-acustica.