music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

goodbye_ivan_mareesGOODBYE IVAN – Marées
(Les Disques Du 7ème Ciel, 2015)

La parabola personale e artistica di Arnaud Ivan Sponar, il compositore che si cela dietro l’alias Goodbye Ivan, è costituita da spostamenti, collaborazioni molteplici ed esperienze nell’associazione della sua musica alle immagini di fotografie, film e performance di varia natura. Francese d’origine ma giramondo attualmente stabilitosi a New York, Sponar giunge con “Marées” al quarto disco solista, anche in quest’occasione legato a una collaborazione interdisciplinare.

Le dodici brevi tracce prive di titolo delle quali si compone il lavoro sono state infatti originariamente destinate a fare da corredo a un’opera fotografica, della quale condividono nel metodo la medesima sensibilità nel catturare momenti sospesi tra presente e passato, la medesima fragile consistenza emotiva.
Si tratta, appunto, di una sequenza di istantanee seppiate, avvolte da un’ovattata penombra fatta di risonanze, minuti detriti elettronici e frammenti vocali, il cui esile pulviscolo aleggia su arpeggi di chitarra acustica o su minimali armonie pianistiche. Queste ultime, non si limitano tuttavia alla declinazione di un neoclassicismo patinato e descrittivo, scandendo piuttosto delicate filigrane, funzionali alla creazione di uno spazio sonoro intimo e notturno, completato in senso romantico dagli archi nell’ottava traccia ma in prevalenza austero e persino capace di elevarsi nelle gravi tonalità del finale del settimo brano.

Benché il movimento più lungo e articolato del lavoro (quello finale, con i suoi quasi nove minuti) si apra a tratti di post-modernità cameristica amplificata dall’elettronica, tali elementi non rappresentano l’unico cardine di “Marées”, lavoro del quale anzi impressionano ancor di più le doti suggestive della tiepida ambience acustica che promana dal picking gentile di Sponar.

Cambiano i luoghi, le associazioni e anche i linguaggi sonori, ma il tocco lieve di Sponar sa cogliere attimi sospesi e trasformarli in bozzoli emozionali animati da una bellezza semplice, ben poco convenzionale e, proprio per questo, dotata di un fascino intenso, naturalmente avvincente.

http://www.goodbyeivan.com/

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