music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

adam_scott_glasspool_on_dreamsADAM SCOTT GLASSPOOL – On Dreams E.P.
(Self Released, 2015)

Non è certo una novità che sensibilità e stili musicali mutino nel corso della vita; succede per semplici ascoltatori e anche per tanti artisti, che mutano pelle al passare degli anni, tendenzialmente accedendo a forme espressive più scarne e dimesse, man mano che subentra una condizione di maturità personale e di scrittura. È quel che è avvenuto anche ad Adam Scott Glasspool, veterano della scena musicale inglese, che dopo aver trascorso un decennio tra le chitarre elettriche di una band alt-rock e le tastiere di un progetto elettronico, si presenta per la prima volta sotto il proprio nome, nelle vesti di cantautore acustico.

Fin dai primi accordi dell’iniziale “Nightingale”, sui quali fa ingresso ben presto la sua vocalità pastosa ed evocativa si percepisce come questa essenziale dimensione espressiva sia estremamente congeniale all’artista di Southampton, che nei nemmeno venti minuti del suo Ep di debutto solista “On Dreams” dispensa scorci di un intimismo pacato ma intenso, veicolato quasi esclusivamente da voce e chitarra.

Sono questi gli elementi con i quali Glasspool plasma quattro canzoni in penombra, che spaziano appunto dagli scorci bucolici del brano d’apertura a inevitabili echi del classico cantautorato folk britannico (“It Was Always Too Late”). Nel breve percorso di “On Dreams” non manca tuttavia di affiorare una più articolata attitudine di Glasspool per ambientazioni ovattate e, appunto, sognanti, nelle quali calare i suoi brani. Avviene così che i sette minuti di “Seattleite” vedano l’ingresso di battiti di drum machine lentamente cadenzati su una lunga ballata all’insegna di un lirismo dylaniano, mentre le vibrazioni acustiche della conclusiva “Undertow” vi conferiscono contorni incantati, delicatamente psych.

Sono tutti elementi che, insieme all’atmosfera nella quale i brani sono stati registrati, conferiscono ai brani di “On Dreams” una sensazione di confidenza, di intimo raccoglimento, nella quale Adam Scott Glasspool sembra aver trovato le condizioni ideali per liberare la propria vena cantautorale, scoperta tardivamente o forse solo al momento giusto per saperne cogliere in prima persona i frutti.

https://www.facebook.com/adamscottglasspool

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Questa voce è stata pubblicata il 29 ottobre 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , .
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