music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

cross_record_wabi_sabiCROSS RECORD – Wabi-Sabi
(Ba Da Bing!, 2016)

Non tutte le autoproduzioni “da cameretta” restano circoscritte alla dimensione realizzativa dalla quale si sono originate. Nel caso di Emily Cross, tale percorso ha un duplice significato, personale e artistico: sotto il primo aspetto è coinciso con il trasferimento dalla sua Chicago in un ranch texano, dove insieme al marito vive di allevamento e dei prodotti della terra, mentre sotto il secondo ha trasformato il suo progetto Cross Record da una delle tante proposte in download gratuito che popolano le piattaforme musicali online nell’accreditata produzione di un’importante etichetta indipendente.

“Wabi-Sabi” può dunque a ragione considerarsi il nuovo punto di partenza della Cross, affiancata anche in questo caso dal marito, insieme al quale ha registrato le nove brevi canzoni dell’album, prediligendo i momenti crepuscolari della giornata, quelli nei quali più evidente risulta l’influsso della natura sulla vita e sulle sensazioni umane. Di quella fragilità liminale, “Wabi-Sabi” conserva i contorni caldi e indefiniti, tuttavia corroborati da un intricato impianto strumentale nel quale si combinano, talora scontrandosi, morbidi riverberi di chitarre e tastiere con spessi strati rumorosi e occasionali bordate ritmiche.

Sogno e inquietudine convivono nelle canzoni della Cross, come due opposti inseparabili della natura e dell’animo umano, tradotti in una sequenza di schegge di dream-pop elettronico (“Two Rings” e “The Depths”) e vaporose astrazioni sintetiche (“The Curtains Part”, “Lemon”). Nel mezzo, si dispiega tutto l’universo emozionale della Cross, le cui dolcezze umbratili si aprono a impetuosi crescendo emotivi (“Steady Waves”), ritrovando persino una casalinga dimensione folk (la splendida “Something Unseen Touches A Flower To My Forehead”), comunque non aliena da spasmi e tenebre, che giungono persino a lambire gli abissi di Anja Plaschg (“Wasp In A Jar”).

Oltre che un nuovo inizio, “Wabi-Sabi” è anche il culmine di una transizione musicale e umana, fedelmente rispecchiata da una ricombinazione di stili e registri espressivi, che unisce trasognate carezze in penombra al vigore dello spirito di una travolgente post-modernità.

http://www.crossrecord.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 25 febbraio 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , , , .
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