music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

giorgio_tuma_this_life_denied_me_your_loveGIORGIO TUMA – This Life Denied Me Your Love
(Elefant, 2016)

Adesso più che mai sarebbe riduttivo e fuorviante introdurre Giorgio Tuma sottolineandone la cittadinanza italiana: se infatti già l’artista pugliese non mai avuto particolari punti di contatti con l’ambiente indipendente nazionale, “This Life Denied Me Your Love” ne segna un significativo passaggio di consacrazione, non solo da un punto di osservazione provinciale ma, anche e soprattutto, da quello di dimensione artistica a tutto tondo, originale in qualsiasi contesto lo si cerchi di collocare.

Cinque anni dopo “In The Morning We’ll Meet”, che ne aveva sublimato la sensibilità pop, non è solo l’ampia e prestigiosa cerchia di collaborazioni (quella di Laetitia Sadier è ormai una graditissima consuetudine) a destare l’attenzione sul lavoro di Tuma, bensì la sua ormai compiuta transizione a ricercato orchestratore di melodie e soluzioni d’arrangiamento variopinte, dal grande respiro e dotate di un’eleganza assolutamente fuori dal tempo.
Ormai nelle vesti di autore e compositore pop a tutto tondo, Tuma confeziona una raccolta di canzoni dal tocco delicato e dai mutevoli contesti sonori, per quanto all’insegna di una prevalente leggerezza sixties, declinata secondo accenti sognanti o raffinate aperture orchestrali.

All’alternanza dei collaboratori e degli ospiti – dalla Sadier a Matilde Davoli (Studiodavoli, Girl With The Gun), dal compositore Michael Andrews al produttore elettronico Andrea Mangia (Populous) – corrisponde una sequenza di variazioni tanto incessante quanto, di fatto, estremamente graduale. Non vi è, in effetti, alcuna sostanziale soluzione di continuità tra i soffici riverberi di “Two Half Moons” e le scarne linee acustiche di “Maude Hope”, entrambe accomunate da una patina orchestrale retrò, né tra le non dissimulate dichiarazioni d’amore beatlesiano “Bright Hugs” e “Mountain Elia K” e le sospensioni oniriche di “All These Snowy Days In Fårö” e “Mat Matite”.

L’intero “This Life Denied Me Your Love” appare collocato in un contesto spazio-temporale piacevolmente indefinito, nel quale una cristallina classicità pop si interseca senza soluzione di continuità con ambientazioni da colonna sonora e con un gusto per il modernariato analogico di Broadcast o The United States of America, con il quale trova l’ideale anello di congiunzione proprio in Laetitia Sadier, che non a caso aveva già preso in prestito uno dei due brani da lei cantati nel disco, “Release From The Centre Of Your Heart” (l’altro è “Maude Hope”), per il suo ultimo “Something Shines”.
È l’ulteriore conferma della considerazione della quale Giorgio Tuma gode (soprattutto) al di fuori del proprio Paese, peraltro superflua di fronte a un disco come “This Life Denied Me Your Love”, originato da un lungo lavoro di cesello, che ne testimonia doti di scrittura pop e una classe compositiva decisamente fuori dal comune.

https://www.facebook.com/Giorgio-Tuma-Official/

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: