music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

mary_lattimore_at_the_damMARY LATTIMORE – At The Dam
(Ghostly International, 2016)

Al culmine di una lunga serie di collaborazione, che la hanno vista suonare accanto ad artisti quali Meg Baird, Kurt Vile e da ultimo Jeff Ziegler nel lavoro a quattro mani “Slant Of Light” (2014), Mary Lattimore ha intrapreso nell’ambito di un progetto di ricerca un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti, che l’ha condotta dalla sua Philadelphia verso ovest, fino all’Oceano Pacifico, nella migliore tradizione delle esperienze di fuga e solitaria catarsi che gli ampi spazio del suo Paese hanno introdotto nell’immaginario collettivo.

Di quel viaggio, “At The Dam” costituisce l’ideale diario sonoro, realizzato dalla Lattimore in diversi luoghi e con il solo supporto di un laptop e della sua fedele arpa, uno strumento non propriamente agevole da portare con sé “on the road”. La vastità del territorio e la varietà dei paesaggi permeano in maniera significativa il contenuto delle cinque tracce del lavoro, saldandosi a mutevoli sensazioni personali raccolte lungo il cammino e suscitate da luoghi, incontri e ricordi.

Così, l’austera ampiezza di timbri delle quarantasette corde del suo strumento ha permesso alla Lattimore di spaziare tra arabeschi bucolici, come quelli dell’iniziale “Otis Walks Into The Woods” e della breve “The Quiet At Night” (quest’ultima comprende anche un delicato saggio di picking chitarristico), e iterative contemplazioni desertiche (“Jimmy V”), fino a pervenire, nei due lunghi brani finali, a trame armoniche rarefatte e cullanti, come sospinte da una risacca di onde oceaniche appena increspate e placidamente rilucenti.

È una vera e propria geografia del territorio e dei sentimenti quella racchiusa da Mary Lattimore nel lungo viaggio interiore riassunto nei tre quarti d’ora di “At The Dam”, vivida dimostrazione della naturale simbiosi, fisica ed espressiva, con uno strumento nobile, al quale nell’occasione sono stati applicati soltanto misurati interventi elettronici, in modo da lasciarne rifulgere le dinamiche intricate e il fascino disadorno.

http://marylattimoreharpist.tumblr.com/

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