music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

trotting_bear_placesTROTTING BEAR – Places
(Self Released, 2016)

Gli ampi orizzonti fisici e la luce cangiante del crepuscolo immortalati sulla copertina del nuovo lavoro di Andy Berkhout costituiscono già metafora esaustiva della dimensione parzialmente nuova alla quale ha avuto accesso il cantautore di St. Louis, Missouri, ormai da tempo vera e propria anima di Trotting Bear, progetto personale via via trasformatosi in una piccola band.
La condivisione con altri musicisti, già applicata al precedente “Thread” (2014), e la registrazione delle dieci canzoni di “Places” avvenuta negli studi californiani di John Vanderslice recano piena conferma dell’ampliamento di orizzonti di Berkhout simboleggiato anche dall’apertura della propria poetica cantautorale a una pluralità di luoghi diversi rispetto a quelli a lui più familiari.

Aver travalicato la dimensione “da cameretta” non ha comunque implicato per Berkhout l’abbandono dell’ovattata delicatezza casalinga che ne ha sempre contraddistinto le auto-produzioni. Soltanto, adesso il suo picking gentile e il lirismo compassato delle sue interpretazioni sono supportati da un più articolato impianto di ritmiche e persino da morbide linee di tastiere vintage. Queste ultime, evidenti in particolare in “Open Port By The Sea”, fungono da corrispettivo degli echi dell’ovattato ambiente sonoro nel quale continuano ad aleggiare accordi acustici e sommesse parti vocali, che torna a manifestare fulgidi esempi di sé nella raccolta essenzialità di “Anyway” ed “Hesitate”.

A margine di ciò, la varietà di soluzioni consentita dal contesto della band irrobustisce leggermente le dinamiche delle canzoni di Berkhout, i cui toni sfumati si amplificano in progressioni comunque moderate (“Peace In The Still” e la title track), salvo sfociare nei più articolati accenti bluesy della conclusiva cavalcata elettrica di quasi sette minuti “Rose”.

“Places” appare dunque il portato di un’evoluzione nella coerenza che denota la capacità di un autentico artigiano delle canzoni di mettersi in gioco, rinunciando in parte al rifugio sicuro nella solitudine casalinga per portare le proprie storie in altri luoghi, fisici ed espressivi.

http://www.trottingbear.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 22 aprile 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , .
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