music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

pleasance_house_any_gracious_heartPLEASANCE HOUSE – Any Gracious Heart
(Self Released, 2016)

Personaggio davvero particolare, persino se rapportato alla sua dimensione creativa casalinga, Connor Burnett, enigmatico artista di Atlanta che utilizza l’alias Pleasance House per rilasciare tramite la propria pagina Bandcamp raccolte di canzoni che spaziano ampiamente tra generi molto diversi tra loro. Non solo, infatti, nel debutto “Basic Terror” frammenti di cantautorato “da cameretta” convivevano con oblique ambientazioni drone-folk, in parallelo sviluppate nei rimaneggiamenti a nome Post-Pleasance House, ma la sua fervida creatività e l’immediatezza delle modalità di registrazione impiegate ne alimentano una prolificità produttiva, tanto silente da dover essere ricercata attraverso le sue sparute apparizioni in rete.

È così che Burnett ha da poco licenziato il terzo episodio della propria produzione, quello nel quale si manifesta in maniera evidente il suo profilo più strettamente cantautorale. I dieci brani di “Any Gracious Heart” – di nuovo disponibili in download gratuito – mostrano il lato per certi versi più convenzionale del progetto Pleasance House, sotto forma di canzoni, scandite da esili arpeggi acustici sospesi in granulose atmosfere lo-fi.

Il lavoro risulta, dunque, ben più omogeneo rispetto ai precedenti, avendo esito in una sequenza di brani di un intimismo dimesso, veicolato dall’alto timbro vocale di Burnett e incorniciato da lievi filigrane armoniche lievi, che spesso assumono la forma di un picking al tempo stesso scorrevole e dotato di una naturale indolenza. Prendono così forma stille di undestatement cantautorale quali “Second Home” e “You Watched”, delicate e ariose come l’immagine di copertina, ma anche saggi della imprevedibile sensibilità pop di Pleasance House (“Limelight” in particolare), che non esclude comunque dalla propria tavolozza risonanze ambientali che continuano invece a manifestarsi, combinandosi con le sinuose linee armoniche di brani quali “Ways” e “I Will”.

Che si tratti del prodotto di un solo lato della sfaccettata personalità artistica di Connor Burnett oppure del segnale di una transizione verso un formato cantautorale propriamente detto, per quanto pur sempre peculiare nella sua ambientazione casalinga, “Any Gracious Heart” è un album di cristallina purezza acustica, animato da un lirismo dimesso e sentito, una piccola gemma da scovare nel mare magnum delle autoproduzioni circolanti negli infiniti spazi della rete.

https://www.facebook.com/pleasancehouse

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