music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

daniel_thomas_freeman_the_infinite_and_the_unknowableDANIEL THOMAS FREEMAN – The Infinite And The Unknowable
(Blink In The Endless, 2016)

A differenza di tanti altri artisti dediti alla sperimentazione elettro-acustica, Daniel Thomas Freeman necessita di tempi particolarmente lunghi per sviluppare le proprie creazioni. Non è un caso che il suo percorso solista, dopo la sostanziale interruzione di quello che lo ha visto protagonista nei Rameses III, raggiunga solo ora il secondo episodio, a cinque anni di distanza da “The Beauty Of Doubting Yourself”.

Tutto ciò è senz’altro dovuto alla parallela attività di produzione e ingegnere del suono dell’artista inglese, ma soprattutto alla sua pratica di progressiva stratificazione di matrici sonore variamente lavorate che ha presieduto alla realizzazione di “The Infinite And The Unknowable”, un imponente itinerario d’ascolto di quasi settanta minuti, associato a una altrettanto fondamentale parte narrativa e visuale contenuta nelle quarantotto pagine del libretto che lo accompagna.

Tale cornice, che pure costituisce parte integrante dell’opera, ne definisce il tema concettuale, riassunto dalla limitatezza umana di fronte ai lunghi tempi della storia e della natura, sviluppato da Freeman attraverso una combinazione di frequenze di elettricità statica e suggestive aperture di un minimalismo orchestrale incentrato sugli archi. Così, a cupe modulazioni droniche e sequenze di frammenti sonori che rispecchiano la disorganica varietà naturale, corrispondono struggenti sinfonie in miniatura (tra tutte, “Tears For A Salt Land”, “Oil Drum Requiem” e la conclusiva elegia “Reaching For The Stark Beauty Of The Divine”), intrise di un pathos evocativo che unisce suggestioni cinematiche a un incedere palpitante, paragonabile addirittura a una derubricazione per soli archi del post-rock orchestrale.

In tale operazione Freeman mantiene sempre viva e presente la componente umana delle proprie composizioni, rinsaldandone il legame alla terra, a una dimensione minuta e passeggera, che come tale non gli impedisce di misurarsi, contemplandola e condensandola in musica, con la maestosità inattingibile dell’infinito.

http://www.descendingangel.com/

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